Notizie dalle Parrocchie: Accoglienza e Perdono

 

L’occasione delle Prime Comunioni che celebriamo in queste settimane può e deve essere occasione per riscoprire (ricordavo la settimana scorsa) che l’Eucaristia è il momento in cui si celebrano, rendendoli sacri, nonché fonte da cui attingere forza per viverli, quei momenti che devono essere anche alla base di ogni famiglia; gesti, parole, atteggiamenti, sguardi, segni dell’Eucaristia, sono infatti anche quelli del vivere quotidiano. Incominciamo allora il nostro cammino per evidenziare questi momenti. L’Accoglienza, l’essere accolti Il primo momento della celebrazione è il semplice fatto di radunarsi. Persone diverse per età, cultura, condizione sociale, …, provenienti da diversi luoghi, si radunano in chiesa per celebrare l’Eucaristia perché una voce, quella della fede, li chiama a rinsaldare i loro legami di unità in Cristo. Sono accolti dal Padre per accogliersi reciprocamente. Accolti come fratelli, come membri di una famiglia, come uomini che hanno la loro dignità e meritano perciò attenzione e rispetto. Da questo nasce anche la capacità e il coraggio di accogliere gli altri. Così deve essere in famiglia! “Viversi come accolti”. Tra genitori e figli, nella coppia, con gli “altri” che partecipano a vario titolo alla vita familiare: Dirsi “tu sei importante per me e io sono importante per te”, attenti alle attese, ai desideri, alle intuizioni, ai problemi, alle difficoltà dell’altro. E’ lo stile evangelico celebrato nell’Eucaristia che dovrebbe poi riscriversi nei rapporti quotidiani. Il perdono, l’essere perdonati. Una volta radunati, e quindi non dispersi qua e là nei banchi della chiesa, dopo il saluto iniziale del sacerdote che presiede la celebrazione, si è invitati ad un breve atto penitenziale. E’ riconoscerci peccatori, bisognosi di perdono di Dio, dei fratelli! E’ fare esperienza del sentirsi amati da Dio, perché perdonati da Dio! Perché chi ama realmente non può non perdonare, è il dono più grande dell’amore. E’ quello che deve sostenere la vita di una famiglia, il dono più grande da cui ripartire ogni giorno. Il chiedersi “scusa”, perché tutti sbagliamo! “L’uomo giusto pecca, sbaglia, sette volte al giorno”, scrive il libro dei Proverbi. Il donarsi il perdono. Infatti una famiglia è viva, è sana, è semplicemente umana, prima che cristiana, quando è capace di rigenerarsi continuamente attraverso il vicendevole perdono chiesto e offerto generosamente. Saper perdonare e sentirsi perdonati è un’esperienza fondamentale nella vita familiare. Il riconciliarsi significa il recuperare l’altro e noi stessi alla vera dignità. La riconciliazione sincera ci permette di sperimentare che la persona è sempre più grande del suo sbaglio. Ricordiamoci che dono grande e segreto per essere famiglia felice è quello di non lasciar passare giornata senza essersi perdonato tutto, senza aver fatto pace, perché il perdono dato, la pace fatta, vi permetterà di partire il giorno dopo più leggeri, più entusiasti, mentre il perdono non dato, la pace non fatta, il giorno dopo sarà un macigno sempre più pesante! Ed è quello che viviamo e celebriamo nell’Eucaristia. Pensiamo al gesto del battersi il petto come segno di dispiacere per ciò che è avvenuto; pensiamo allo scambio di pace o di un abbraccio fraterno, che sigilla la riconciliazione avvenuta. Accoglienza e perdono sono l’inizio di ogni Messa ma possono essere anche l’inizio per dare qualità al nostro vivere insieme in famiglia. Chiediamo al Signore di vivere nelle nostre case quello che celebriamo attorno all’altare.

don Claudio

 

Notizie dalle Parrocchie: “Prime comunioni: Eucaristia e famiglia”

 

Questa domenica inizieremo a celebrare le “Prime Comunioni” dei bambini del catechismo, recuperando quelle celebrazioni che non avevamo potuto vivere in primavera a causa del lockdown dovuto al coronavirus. Inizieremo con tre turni e poi, ogni domenica, proseguiremo con due o tre turni. Tanti piccoli gruppi per permettere a questi bambini e alle loro famiglie di vivere questo momento bello, significativo e importante, osservando tutte le precauzioni previste per contrastare il Covid19. Ma questo momento diventa anche occasioni per riscoprire, non solo per queste famiglie ma per tutta la comunità, l’importanza dell’Eucarestia nella nostra vita di cristiani. L’Eucarestia, infatti, è il culmine e il vertice della vita cristiana. Lo è per la vita del cristiano, il centro a cui andare e da cui attingere. Ma può e deve essere anche il culmine e momento centrale di una famiglia cristiana, di una famiglia che chiede la “prima comunione” del figlio. Come non ci può essere cristiano “senza domenica”, cioè senza Eucarestia, come affermavano i martiri di Abitene (304 d.C.), un gruppo di 49 cristiani, che contravvenendo agli ordini dell’Imperatore si riunisce settimanalmente in casa di uno di loro per celebrare l’Eucarestia, disposti ad affrontare la morte piuttosto che rinunciarvi, così non ci può essere famiglia cristiana (ed è famiglia che vuol essere cristiana una famiglia che chiede il sacramento per il proprio figlio) “senza domenica”, senza Eucaristia. Gesù Risorto è presente nella Comunità Cristiana che si raduna per la “frazione del pane”; e non per modo di dire, Gesù è realmente presente lì: spiega Lui le scritture ed è ancora una volta Lui che dona il pane della vera libertà, il pane segno di un Dio che si dona, e segno di una speranza eterna. Il sacrificio

eucaristico è un dono d’amore, il “dono più grande”!

E’ il realizzarsi delle parole del Signore: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.

Ma qual è il dono più grande in una famiglia? Volersi bene, amarsi! Ma non un amore qualunque, ma “amarsi da Dio!”, come Dio ci ha amati: un amore gratuito, che non aspetta la risposta dell’altro, che vuole il bene dell’altro, che ama anche quando non è corrisposto, che arriva a dare la vita per la persona amata e proprio per questo la ricrea, la chiama ad una continua risposta di amore.

Nell’Eucarestia celebriamo proprio questo: il dono di amore di un Dio che, per amore, dona la vita per noi.

Allora riscoprire e vivere in modo autentico i gesti, le parole, gli atteggiamenti, gli sguardi, i segni dell’Eucarestia, è riscoprire e porre attenzione ai gesti, parole, atteggiamenti, sguardi, segni del vivere quotidiano.

Ecco perché l’Eucarestia è dono per la famiglia. Perché è celebrare, rendendo sacro, quello che dovremmo vivere in famiglia. Ma anche attingere forza per viverlo, perche il Signore non si lascia vincere in generosità.

Se comprendiamo questo, allora vivremo anche l’appuntamento domenicale della Messa con un occhio nuovo, un atteggiamento nuovo: non come qualcosa di staccato, rigido, quasi una tassa da pagare, ma come un prolungamento della vita in famiglia.

(nelle prossime settimane proveremo a riscoprire insieme questi atteggiamenti).

 

 

don Claudio

 

 

Concerto per organo “Note per don Bosco”

 

DOMANI SERA, venerdì 18 , alle 21 00  al SACRO CUORE di MARIA
siamo tutti invitati al concerto per organo che si terrà in memoria di don Elio Arcostanzo, salesiano che è stato pastore di riferimento per la parrocchia del S .Cuore di Maria e ha tante volte accompagnato nella preghiera pomeridiana  e raccolto nelle confessioni  i ragazzi del catechismo dei nostri oratori.
Un’occasione bella per ricordare con gratitudine  don Elio, per godere il linguaggio universale della musica , apprezzando e sostenendo i giovani organisti.
Un caldo invito da  Don Claudio, don Mario  i confratelli e la comunità tutta

Raccolta e distribuzione abiti

Si ricomincia con la distribuzione e raccolta abiti in via Campano 8, Parrocchia Sacro Cuore di Maria.

Per la raccolta si potrà andare il martedì mattina dalle 9 alle 11,

mentre la distribuzione abiti avverrà il mercoledì mattina dalle 9 alle 11. Ogni mercoledì potranno venire 6 famiglie e ciascuno potrà venire 1 volta ogni 2 mesi.

 

Oratorio estivo 2020: per un’Estate Senza Fili !!!

Oratorio Estivo: NOI CI SIAMO, per Un’Estate Senza Fili !!!

Questo sarà un anno speciale e siamo pronti a partire! Non vediamo l’ora di rivedervi!

Gli Oratori di Don Bosco San Salvario lavoreranno in sinergia per garantire attività di qualità e per tutti. Il centro estivo inizierà il 29 Giugno e continuerà fino al 7 agosto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17 (pranzo al sacco). Riprenderà poi dal 24 al 28 agosto.

Le attività si svolgeranno presso:

-Oratorio Santi Pietro e Paolo, via Giacosa 8, dalla 1° alla 4° elementare presso 

– presso Oratorio San Luigi, via Ormea 4, la 5° elementare e le medie

Le attività si svolgeranno in piccoli gruppi di 8 o 10 bambini, con un adulto per gruppo e alcuni animatori di supporto. I gruppi saranno formati per fascia d’età. Verranno organizzate uscite sul territorio…e se sarà possibile anche gite.

Il contributo per la settimana è di 40 euro, esclusi eventuali costi aggiuntivi di gite e uscite.

Come immaginerete quest’anno sarà tutto nuovo! Aiutaci a fare del bene con il tuo contributo:
-cerchiamo volontari adulti per le attività ausiliarie di accoglienza e sanificazione, chi volesse offrire il proprio prezioso aiuto contatti Giulia al 3387257105 o scrivendo un’email a oratorio@sanluigitorino.org
-fai una donazione per sostenere le attività e le famiglie in difficoltà (IBAN IT15T0306909606100000115608 Intestato a: Istituto San Giovanni Evangelista
Causale: erogazione liberale per Oratorio San Luigi)

Le iscrizioni partiranno da martedì 16 giugno e saranno fino ad esaurimento posti. L’iscrizione alla settimana deve essere fatta entro il mercoledì della settimana precedente alla settimana che si intende frequentare.

La segreteria:

-per le iscrizioni prima dell’inizio, seguirà i seguenti orari (fino al 24 giugno), presso oratorio Santi Pietro e Paolo, via Giacosa 8, tutti i giorni (esclusi sabato e domenica) da martedì 16 a mercoledì 24 giugno dalle 16,00 alle 18,30

-Durante le attività la segreteria per le iscrizioni  sarà:

dal lunedì al mercoledì

dalle 17 alle 18,30

Presso:

-oratorio Santi Pietro e Paolo, via Giacosa 8

-oratorio San Luigi, via Ormea 4

 

Ecco i moduli di iscrizione da scaricare e compilare:

Clicca e scarica, se arrivi con i fogli compilati ci aiuterai a velocizzare le operazioni!

(ATTENZIONE! La domanda di iscrizione è diversa in base alla fascia del minore)

1.domanda iscrizione_ELEMENTARI_fino alla 4° elementare

1.domanda iscrizione_MEDIE_da 5° elementare

2.allegato B scheda sanitaria minori_x iscrizione  

3.allegato E patto di responsabilità_x iscrizione 

4.Regolamento

5.Allegato C questionario dati sanitari_settimanale (da consegnare ogni lunedì)

 

Torniamo a celebrare insieme

Sono riprese le Celebrazioni Eucaristiche,

Invitiamo a fare attenzione alla variazione di orari delle Messe domenicali : 8.30. 10:00. 11:30 e 18:30
Si cercano volontari per formare piccoli gruppi di accompagnamento e vigilanza e igienizzazione nelle diverse  celebrazioni. Chi si offre è invitato a partecipare alla riunione in chiesa di giovedì 21 c.m. alle 17:30. 
Vi invitiamo inoltre, per garantire la sicurezza di ciascuno, di prendere visione delle indicazioni.
 

Non chiudere gli occhi – A sostegno delle famiglie bisognose.

Carissimi, vi scrivo con il cuore in mano. In questi giorni di fatica per tutti, qualcuno fatica più degli altri. Tante famiglie e/o persone che improvvisamente si trovano senza prospettive per il futuro. Mancanza di soldi per il venir meno del lavoro, sofferenza per solitudine, isolamento… o possibilità di muoversi per la spesa … In molte situazioni, anche grazie alla generosità di molti di voi, soprattutto avvicinandoci a Pasqua, siamo riusciti insieme a venire incontro a tutti con almeno un pacco di viveri. Però stanno sempre più emergendo notizie di persone che non hanno coraggio di chiedere, pur vivendo in questa situazione.

E’ il momento, per chi può, di essere solidali e di aiutarci a vicenda, questo farà del bene a chi lo riceve ma anche, se non di più, a chi lo offre.

Se desiderate sostenere le famiglie in difficoltà …

 potete consegnare in parrocchia alimenti non deperibili o libere offerte dalle
ore 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 da lunedì a venerdì;

 potete fare un bonifico bancario in favore della Caritas parrocchiale:
a) conto corrente bancario intestato a Parrocchia Ss. Pietro e Paolo Apostoli
IBAN IT92A0306909606100000115570
causale: Caritas parrocchiale, aiuto persone in difficoltà
b) conto corrente bancario intestato a Parrocchia Sacro Cuore di Maria
IBAN IT85E0311101007000000012589
causale: Caritas parrocchiale, aiuto persone in difficoltà

 potete dare la vostra disponibilità per consegna a domicilio della spesa,
comunicandolo in parrocchia (011 6505176) oppure via whatsapp o via e-mail a
don Claudio cell.3384908977, claudio.durando@31gennaio.net

Ma soprattutto mi sembra importante da parte di tutti non chiudere gli occhi, non lasciare nessuno solo, sapersi fare vicino e, se possiamo fare noi personalmente qualcosa, farlo. La generosità verso gli altri è sempre ricompensata dal Signore. Almeno 100 volte di più è la sua promessa (Mt 19, 27-29).
Grazie per quanto insieme potremo realizzare per rendere più bella la nostra vita insieme, anche in questo periodo.

 

don Claudio

Notizie dalle Parrocchie: “Quarantena: occasione per la famiglia?!”

 

In questo periodo di isolamento forzato, più volte abbiamo sentito la mancanza delle relazioni con gli altri ma, al tempo stesso, abbiamo dovuto ammettere che la vita prima della pandemia, giorno dopo giorno, ci stava togliendo
l’essenziale, il valore delle vere relazioni, l’amore autentico, l’aria stessa, visto che non avevamo tempo neanche per respirare. Oggi tutti a casa, o quasi, a pensare e ripensare a tutto quello che stavamo perdendo e buttando al
vento. Ma essere tutti a casa per una famiglia mette a nudo la vera capacità che ogni componente ha
di relazionarsi con gli altri, e spesso ne vengono fuori delle belle!!! “Chi ha preso i miei giochi?”, “Domattina voglio il PC alle 9.00”,“Io ho video lezione alle 11.00”,“Chi ha finito la Nutella?”, “Perché non c’è acqua calda in doccia?”, “Mamma e papà stanno sclerando, sparite tutti!”.

Così ci accorgiamo che l’attenzione all’altro, ad iniziare dalle persone più vicine, non sempre è così scontato. Ci accorgiamo come spesso abbiamo bisogno di risanare anche le nostre relazioni, e questo ad iniziare dai piccoli gesti.
Allora questo tempo “bonus” che la pandemia ha regalato allo stare in famiglia può stravolgere le nostre vite, cambiando il rapporto che abbiamo con i nostri cari, e questo ci rovinerà o ci renderà più forti, sia come individui che come famiglie. Sta a noi decidere la strada da prendere.
Ecco perché questo periodo può diventare una grande opportunità. Liberati improvvisamente da programmi troppo fitti di impegni, ci si può ritrovare a parlare e a giocare insieme, approfittando al massimo del tempo a disposizione.
Essere costretti a stare più insieme può essere davvero bello. Il tempo in famiglia non dev’essere necessariamente stressante, e sicuramente non dovrebbe distruggerci. È tutta una questione di atteggiamento; e allora godiamo
di quello che abbiamo a disposizione, finché i bambini non vanno a scuola, finché non riprende il tran tran quotidiano. Senza la fretta di dover arrivare qua e là al mattino, iniziamo la giornata con una buona colazione
insieme, chiacchierando mentre mangiamo. Aiutiamoci nelle occupazioni domestiche, cuciniamo insieme, giochiamo
insieme. E prendiamoci del tempo per pregare in famiglia, così anche la famiglia torna ad essere ciò per cui il buon Dio l’ha creata, e riacquista la sua vera vocazione di essere “Chiesa in miniatura” come l’aveva definita
Giovanni Paolo II nella sua enciclica Familiaris Consortio. Essere cioè Chiesa domestica, origine e base della comunità cristiana, quindi della Chiesa. Ma non solo, anche origine e base di ogni comunità umana, come
sancisce la nostra Costituzione all’art. 29 quando afferma che la famiglia, definita dal Costituente «società naturale fondata sul matrimonio», è la prima e più importante cellula della società che rappresenta il luogo dove l’essere
umano si forma e sviluppa i suoi diritti inviolabili. In famiglia tutti i membri sono corresponsabili gli uni degli altri, vivono in intima comunione fraterna e, come cristiani, si nutrono della Parola e della preghiera e cercano di imitare
la Santa Famiglia di Nazareth seguendone i passi. Riscopriremo che amare così è tutt’altro che normale, per farlo “bisogna essere Santi”. E’ la santità del quotidiano. Allora impegniamoci a essere rivoluzionari di questo amore
piatto ed egoista che spesso caratterizza le nostre vite, e cogliamo questo momento di sofferenza per imparare ad amare meglio tutte le cose, ad iniziare dalla nostra famiglia.

 

 

 

don Claudio

 

 

Vivere la settimana Santa con …un pensiero al giorno: DOMENICA DI PASQUA

DOMENICA DI PASQUA

I vangeli di Pasqua ci raccontano di donne che corrono al sepolcro. Donne che avevano conosciuto il Signore, lo avevano accompagnato lungo le strade della Galilea, si erano entusiasmati davanti alle sue parole, ai suoi miracoli, che avevano fatto esperienza del suo amore, un amore che li aveva accolti, perdonati e coinvolti. Ma anche di persone ancora incerte, dubbiose, con le loro fatiche, sofferenze, i loro tradimenti e rinnegamenti. Persone piene di domande, soprattutto quella domanda: “perché quella morte in croce?”. Gesù resterà un bel ricordo?

Tutto è chiuso in quella tomba, chiusa da quella grossa pietra! Tutto era diventato ricordo! E allora il loro andare al sepolcro era per visitare un morto, per mantenere vivo il ricordo, ma i loro dubbi, incertezze, sofferenze, rimanevano, anzi erano accresciuti: “noi speravamo”, diranno i due discepoli di Emmaus, “che fosse il Signore la nostra salvezza, ma tutto è crollato su quella croce, racchiuso in quella tomba”.

Ma a quella tomba, a quell’appuntamento avviene l’incredibile, il non-atteso: la pietra è stata tolta dal sepolcro, la tomba è vuota. È il primo miracolo a cui assistiamo, ancor prima di ricevere l’annuncio della resurrezione: la pasqua rotola via le pietre pesanti che pesano sulla nostra vita e su quella degli altri, le pietre più dure contro cui vanno a schiantarsi speranze e aspettative: la pietra della sfiducia, che ci rende dei “rassegnati”, con l’idea che al peggio non c’è mai fine, diventando dei perenni pessimisti; la pietra del peccato, dell’egoismo, che fa vedere solo noi stessi e ci impedisce di vedere il volto degli altri e la luce di Dio; le pietre dei pregiudizi, delle condanne, delle mormorazioni, di rancori e inimicizie mai risolte; le pietre della paura, della mondanità; anche le pietre che in questo periodo il coronavirus ha creato in noi e attorno a noi. Il risorto ha rotolato via anche la pietra della morte, che lo teneva imprigionato nella terra.

La prima grande notizia di Pasqua: nessun macigno, nessuna pietra è inamovibile, perché secondo una felice immagine di Tonino Bello la Pasqua è la “festa delle pietre rotolate”.

Ma non è sufficiente saperlo! Occorre andare a quel sepolcro, bisogna cercare Gesù, occorre ripartire da Lui. E’ l’esperienza di Pietro e soprattutto dell’altro discepolo, di cui racconta Giovanni nel suo Vangelo: “Entrò, vide e credette!” Gesù è risorto, è veramente risorto! (non c’è il nome quasi a dire che potremmo essere ciascuno di noi, anzi è un invito ad essere noi quell’altro discepolo!)

Entriamo anche noi allora in quel sepolcro, facciamo anche noi esperienza del Risorto, allora tutto cambia.

Significa che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte. Significa che il suo amore può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore. Significa che l’odio, l’egoismo non hanno l’ultima parola.

Se Gesù è risorto significa che c’è speranza per te, per me, per noi, per il mondo, non siamo più sotto il dominio del peccato, del male! Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia! Ha vinto la vita!

Il Signore è risorto. Egli vive in mezzo a noi, quando guardiamo a Lui, quando ascoltiamo le sue parole, quando preghiamo. E’ vicino a chi soffre, è accanto alle ferite di chi ha bisogno.

Facciamo esperienza del risorto: del suo amore, lasciamoci coinvolgere dalle sue parole, dai suoi inviti, lasciamoci avvolgere dalla sua misericordia, dal suo perdono. Fermiamoci in silenzio, in ascolto, in preghiera con Lui.

E da quel sepolcro, da quest’incontro anche noi riprendiamo il cammino per divenire come i discepoli profeti della resurrezione, che rivelano al mondo l’amore di Dio che non si rassegna alla morte e al male.

Il mondo, il nostro vivere insieme, soprattutto in quest’ora, oggi, ha bisogno di noi, ha bisogno di donne e uomini della resurrezione, ha bisogno della nostra voce di speranza. Portiamo questa notizia con la nostra vita, con i nostri atteggiamenti, con i nostri gesti di servizio, di accoglienza, con il nostro sorriso.

Così renderemo più bella, più luminosa non solo la nostra vita, ma anche quella di chi incontreremo. Renderemo più bello il nostro vivere insieme.

Cristo è risorto dai morti! Veramente è risorto! Amen

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20200412

Don Claudio

Vivere la settimana Santa con …un pensiero al giorno: SABATO SANTO

SABATO SANTO

Sabato Santo, oggi predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro prima della gioia della Domenica di Pasqua con l’annuncio della Risurrezione. Vogliamo in questa giornata ancora contemplare il crocifisso, ma vogliamo contemplarlo insieme a Maria.

La madre era lì, vicino alla croce, come madre e discepola, per seguire in tutto la sorte del Figlio.

Davanti alla Croce risentire ancora una volta la parola di Gesù rivolta a Giovanni, il discepolo amato, e con lui sentirla rivolta a ciascuno di noi: “Ecco tua Madre”.

La parola di Gesù estende la maternità di Maria ad ogni uomo. Maria diviene madre dei discepoli, dei fratelli di suo figlio. E’ l’estremo testamento di Gesù. L’ultima consegna. La sicurezza di una presenza materna nella vita nostra e di tutti. E Maria è fedele alla parola: “Ecco tuo Figlio!”.

Risentiamo allora quelle parole: Ecco tua madre! Guarda tua madre. Guarda a lei, al suo modo di amare, a come crede e a come prega, a come sa piangere e gioire. Guarda e da Lei impara l’arte del vivere.
È il testamento di Gesù: guarda a lei. Lì trovi l’alfabeto della vita!

Guardiamo allora a Maria, impariamo da Lei.
Guardare a Maria è andare a scuola di cristianesimo, è imparare la lingua dell’umano contro il disumano; significa crescere a più piena libertà, a più amore, a più consapevolezza che lo Spirito eternamente compie in noi la stessa opera che ha compiuto in Maria: far nascere in noi Cristo e in lui l’uomo nuovo.
Ci aiuti Maria con la sua fede, la sua umanità e il suo amore ad abitare la terra come ha fatto lei benedicendo le creature e facendo grande Dio.
Ci aiuti a stare come lei accanto alle infinite croci del mondo dove Cristo è ancora crocifisso nei suoi fratelli, per portarvi conforto e condivisione.
Con Maria diventiamo capaci di correre incontro all’altro, mano aperta al dono della pace.
Ci insegni Maria ad accogliere, lettera per lettera, la più bella Parola di Dio, che è la vita di ciascuno. La più bella Parola di Dio sei tu, pronunciata una volta e che non ripeterà mai più.

 

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20200411

 

Don Claudio