L’abitare condiviso in dialogo con Johnny Dotti

Lunedì 22 marzo si è svolto l’incontro online “Abitare in vicinanza. Dialoghi sull’abitare che (ri)genera.

L’evento è stato organizzato all’interno del progetto “Abitare in vicinanza”, con il sostegno della Compagnia di San Paolo all’interno del bando “Abitare il cambiamento. Welfare abitativo al servizio delle comunità”.

L’AGS per il territorio insieme ai tre housing salesiani (San Salvario House, Condominio Solidale Zia Gessy e San Paolo) ha dato vita all’incontro immaginando di approfondire il tema dell’abitare condiviso. E’ stato coinvolto come relatore Johnny Dotti, professore universitario di pedagogia, imprenditore sociale, presidente di “è-one abitare generativo”, impegnato sia a livello familiare che lavorativo sull’abitare condiviso.

La platea virtuale, composta da oltre 60 partecipanti, è stata eterogenea e ha coinvolto educatori e operatori impegnati in prima linea nei progetti di accoglienza, volontari, salesiani, giovani dell’MGS, formatori e famiglie interessate.

Durante l’incontro Dotti ha raccontato l’esperienza comunitaria familiare che lo vede da 35 anni, insieme alla sua famiglie, inserito in un’esperienza di comunità con altre 3 famiglie, le quali vivono l’accoglienza verso coloro che hanno più bisogno. Si è riflettuto insieme dell’origine della parola abitare (habitus) immaginandola non come una pura funzione ma come l’essere stesso della persona. L’abitare implica e si identifica nella relazione non solo con le persone, ma con il tempo, lo spazio e tutto ciò che ci circonda quotidianamente. Il dialogo è continuato riflettendo sull’importanza di uscire dalle proprie mura dell’appartamento che rischiano di snaturare la famiglia ed aprirsi all’altro, all’ospite. L’ospite è Dio che viene a bussare, a volte può essere anche scomodo, ma ci permette di andare oltre e vivere appieno l’abitare la relazione. L’abitare condiviso non deve portare immediatamente il pensiero ad una privazione di privacy ma aiuta al contrario a definire meglio la propria identità imparando a specchiarsi nell’altro: “ciascuno deve essere il tu dell’altro”. Nella vita comunitaria esistono spazi privati e altri pensati come luoghi comuni, questo permette di aprirsi agli altri, pur garantendo il proprio spazio alla famiglia o al singolo.

La partecipazione è stata attiva e sono state molte le domande; in particolare i partecipanti hanno interrogato il relatore sulla complessità che può nascere nell’inserire l’accoglienza in servizi e ancora come poter coinvolgere i giovani che abitano i nostri housing a sentirsi sempre più parte di un’unica comunità, o ancora come l’accoglienza può essere aprire le porte di casa ma anche diventare in uscita.

Dotti ha sottolineato che l’ospitalità può essere vissuta pienamente se si esce dall’ottica del servizio, della funzionalità e si va verso la relazione. Per coloro che lavorano in questi progetti significa mettersi in gioco e farsi trasformare dalle relazioni che si vanno a creare. Per il coinvolgimento dei giovani invece non è necessario dar loro risposte, ma occorre invece custodire la domanda ed insieme a loro cercare le risposte per una comunità che sentano sempre più loro. Infine l’accoglienza può essere sicuramente in entrata ed in uscita, occorre saper leggere i segni del momento e la richiesta del territorio e occorre, ancora una volta, affidarsi a Dio riconoscendolo in coloro che incrociamo fuori o dentro le porte di casa nostra.

Ringraziamo Johnny Dotti per la passione con cui ha raccontato l’abitare e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato.

 

L’intero intervento puoi trovarlo al seguente link:

 

 

M’interesso di Te, terza edizione

E’ ricominciato ufficialmente il progetto M’Interesso di Te. Nella realtà non si è mai fermato perchè i giovani stranieri hanno continuato a contattarci per aiuto e sostegno.

Riportiamo l’articolo de La Voce e il Tempo che parla del progetto:

«M’INTERESSO DI TE» – È PARTITA LA TERZA FASE DEL PROGETTO NAZIONALE DEI SALESIANI CHE «AGGANCIA» E ACCOMPAGNA I RAGAZZI SOLI PRIVI DI PUNTI DI RIFERIMENTO ANCHE A CAUSA DELLE LIMITAZIONI DETTATE DALLA PANDEMIA

San Salvario, l’oratorio sulla strada «salva»
30 giovani migranti

A San Salvario l’oratorio sulla strada negli ultimi mesi ha «agganciato» e, quindi accompagnato, 30 ragazzi migranti neo maggiorenni «invisibili» che a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia vagano per le vie della città, intorno alla stazione di Porta Nuova, spesso senza risposte dai servizi competenti. Si tratta del terzo anno del progetto nazionale «M’interesso di te», promosso dai Salesiani per il Sociale a Torino, Roma, Napoli e Catania.

Nel capoluogo piemontese il piano, finanziato da Intesa San Paolo e portato avanti dall’oratorio salesiano San Luigi di San Salvario in collaborazione con la cooperativa sociale Et, ripartito lo scorso novembre, permette di implementare le azioni di educativa di strada a vantaggio delle fasce giovanili particolarmente fragili.

«La chiave», sottolinea Giulia Balsamo, educatrice dell’oratorio San Luigi che segue il progetto, «è prima di tutto quella dell’accoglienza, che diventa fiducia, conoscenza reciproca e affidamento». L’accompagnamento offerto dagli animatori di «M’interesso di te» punta ad orientare i giovani verso i servizi educativi, sanitari e sociali presenti sul territorio, e, laddove possibile, a guidarli verso un inserimento lavorativo e un’autonomia abitativa. Alcuni ragazzi sono stati accolti a «San Salvario House», il Social Housing attivo dall’estate 2019 nella parrocchia Ss. Pietro e Paolo in via Saluzzo.

Le difficoltà dell’emergenza sanitaria non hanno fermato gli educatori che, con nuove modalità, hanno intensificato la presenza sulle strade per «intercettare» i giovani privi di punti di riferimento ed evitare che cadano nei circuiti della criminalità e dello sfruttamento. «L’ostacolo maggiore per questi ragazzi», prosegue l’educatrice, «è certamente quello della lingua: per esempio per loro è complicato comprendere le norme dei Dpcm, i concetti di ‘zona rossa’, ‘arancione’ e ‘gialla’. C’è quindi bisogno di mediazione anche sotto questo profilo. Cerchiamo quindi in primo luogo di indirizzare i giovani verso i corsi di italiano nei Cpia (Centri provinciali di istruzione degli adulti), siccome attualmente sono sospesi quelli portati avanti dal San Luigi, e poi accompagnarli per un pezzo della loro vita, affinché pian piano possano cominciare a viaggiare da soli».

Tra le storie positive delle precedenti annualità di «M’interesso di te» c’è quella di un ragazzo bengalese, come racconta l’educatrice, «che dopo lunghi anni di attesa, sconforto, delusione, coraggio, ma soprattutto di molte difficoltà dettate dall’irregolarità della sua situazione, è riuscito, intraprendendo un percorso di accompagnamento con l’oratorio salesiano, a superare l’esame di terza media e ad ottenere il permesso di soggiorno, che gli ha consentito oggi di ottenere un contratto di lavoro in un locale in piazza Vittorio e poi a raggiungere un’autonoma sistemazione abitativa».

«Il progetto», evidenzia don Mario Fissore, incaricato dell’oratorio San Luigi, «prosegue un percorso triennale di un lavoro di accoglienza, di monitoraggio, di riflessione sulla strada fondamentale tanto più in una fase di pandemia dove l’emergenza e il disagio crescono. Per cui è importante un’attenzione mirata dell’oratorio su un fronte che rischia di essere trascurato in quanto le preoccupazioni delle istituzioni e della società in questo momento guardano altrove». «In particolare, prosegue don Fissore, «l’equipe educativa cerca di aiutare i ragazzi a pazientare per i tempi lunghi della burocrazia, monitorando le diverse espressioni del disagio, per cui si avvertono anche ‘fenomeni di ritorno’, come l’aumento dell’uso di droghe e sostanze stupefacenti».

L’attività di educativa di strada è stata implementata con la pandemia anche se da alcuni mesi la postazione «Spazio Anch’io» al Parco del Valentino (via Medaglie d’Oro) è chiusa per motivi di sicurezza legati alla presenza del Covid Hospital a Torino Esposizioni che la scorsa settimana ha sospeso al momento l’attività. «Abbiamo chiesto alla Regione risposte sulle tempistiche per la riapertura della postazione al Valentino», afferma don Fissore, «in quanto ‘Spazio Anch’io’ rappresenta un modello consolidato di prevenzione del disagio giovanile, un luogo di incontro fra generazioni, ma anche di alleanze virtuose con istituzioni e associazioni. Auspichiamo dunque che le attività possano riprendere se non lì in un altro luogo idoneo».

Anche il presidente della Circoscrizione 8, Davide Ricca, ha chiesto alla Regione di effettuare un sopralluogo per capire se le zone del parco sopra il Covid Hospital sono in sicurezza rispetto alla presenza della struttura sanitaria.

«In merito alla postazione dei Salesiani», prosegue Ricca, «è urgente avere delle tempistiche certe per far ripartire una presenza educativa strategica per il quartiere e la città». «Sulla proposta di destinare l’area per le vaccinazioni», prosegue il presidente della Circoscrizione 8, «bisogna capire se questo comporterà o meno la chiusura di un importante fetta di uno dei parchi principali della città dove quindi dovranno continuare, anche nei prossimi mesi, ad essere sospese attività già ferme da tempo».

Stefano DI LULLO

 

 

Servizio Civile con i Salesiani a San Salvario

Un capitolo del servizio civile sta per chiudersi e uno nuovo sta per incominciare. Vuoi farne parte?

Prendi un anno per te ma uscendo da te stesso! Offri parte del tuo tempo ai più giovani per comprendere ancora meglio il tuo percorso di studi oppure addirittura il tuo percorso di vita.

Attualmente presso la casa salesiana di Torino San Salvario sono attivi 7 volontari. 5 sono impegnati nelle attività di oratorio e 2 nella comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati ed in entrambe le attività termineranno il loro impegno il 14 gennaio 2021.

Ecco le loro testimonianze:

Caterina

Volontaria di Servizio Civile in Oratorio

Il servizio civile per me è stato un’esperienza bella ma piena di sfide, specialmente durante questo periodo di covid. Ho imparato tante cose come coniugare i verbi mentre stavo aiutando i bambini a fare i compiti, ho anche avuto la bella esperienza di partecipare nel banco alimentare che era una cosa che non avevo mai sentito. A parte quello ho fatto delle amicizie sia con i colleghi che con i bambini e spero in un futuro splendente per tutti

Davide

Volontario di Servizio Civile in Comunità di accoglienza per Minori

Una bellissima esperienza. La cosa più bella che mi porto dietro, è stata quando siamo andati in montagna con i ragazzi.

Giorgia

Volontaria di Servizio Civile in Oratorio

Il servizio civile mi ha dato l’opportunità di conoscere i miei limiti e le mie capacità, mi ha dato la spinta giusta per mettermi in gioco a tutto tondo, per esempio per stimolare il mio spirito di iniziativa e per confrontarmi con la bellezza del trovarsi in un ambiente dai mille colori e dalle mille sfaccettature; inoltre, ha confermato le mie aspirazioni personali e avendo avuto a che fare spesso con DSA e BES mi ha fatto capire quanto sia importante l’integrazione scolastica ai fini della crescita dei ragazzi nella nostra società.

Lorenzo

Volontario di Servizio Civile in Oratorio

Il mio servizio civile è stato pieno di sorprese a partir dalla rimodulazione del servizio all’inizio della pandemia. Mi ha dato un assaggio della vita lavorativa e mi ha insegnato molte cose. Questa esperienza me la porterò sempre con me e spero di mettere in pratica nella vita quello che questo percorso mi ha dato.

Martina

Volontaria di Servizio Civile in Comunità di accoglienza per Minori

Servizio civile è stato un anno di maturazione personale, a livello di consapevolezza di quanto valgo e di ciò che sono capace di fare, ma anche rispetto ai margini di crescita che ho ancora davanti a me. È stato un anno importante perché mi ha chiarito le idee su cosa voglio fare in

futuro e in questo ha soddisfatto pienamente le aspettative iniziali. Ma soprattutto è stato un anno intenso e ricco a livello umano, che mi ha insegnato ad approcciarmi in punta di piedi ai ragazzi per via delle loro storie, a volte per niente “facili”, motivo per cui un rapporto di fiducia con loro si costruisce a fatica e con pazienza nel tempo. Sicuramente il Covid-19 ci ha costretto a ripensare più volte il nostro servizio, però ad una presenza da remoto, ho preferito di gran lunga una presenza più vicina in comunità, per far sentire ai ragazzi che, nonostante tutto, noi ci siamo per aiutarli ad affrontare una situazione così limitante per le loro vite

Nouhaila

Volontaria di Servizio Civile in Oratorio

Per me il servizio civile è stata un’esperienza importatnte sia a livello lavorativo che personale che mi ha segnato molto, mi sono trovata benissimo, sia con i colleghi che con i ragazzi dell’oratorio che mi hanno subito accolta e trattata benissimo. Ho appreso molto più di quello che mi sarei mai aspettata, ho vissuto momenti indimenticabili e spero di aver lasciato qualcosa anche io come lo hanno fatto loro.

Silvia

Volontaria di Servizio Civile in Oratorio

Il servizio civile è stata un esperienza di crescita personale. Ho vissuto in un ambiente multiculturale ricco di stimoli per eventuali opportunità future.

Ho appreso tante cose e ho imparato ad approcciarmi con i ragazzi.. Consiglio vivamente questo tipo di esperienza!

Anche il prossimo anno (2021-2022) ci sarà la possibilità di svolgere il servizio civile presso la casa salesiana di Torino San Salvario e ci saranno a disposizione 9 posti per volontari di servizio civile: 6 volontari saranno impegnati nelle attività di oratorio e 2 volontari nella comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e 1 volontaro presso l’Housing Sociale.

Il bando è stato aperto!! Hai tempo fino al 8 febbraio per presentare la tua domanda online!

Come candidarsi?

Per fare la domanda di Servizio Civile sarà obbligatorio avere le credenziali SPID (utili anche per altri servizi della pubblica amministrazione richiedibili a questi gestori di servizi). La domanda potrà essere inoltrata attraverso la piattaforma online DOL, dopo la pubblicazione del bando, che avverrà entro la fine del 2020.

Nel mese di Febbraio si terrà l’iter selettivo che vedrà per quest’anno colloqui online dei candidati che hanno presentato la domanda e nel mese di Aprile 2021 l’inizio del servizio per i candidati selezionati.

Le possibilità per l’anno che si apre sono le seguenti:

L’impegno del volontario di servizio civile è annuale con un monte ore di 1145 ore di servizio annuali, circa 25 ore settimanali, compresa la formazione specifica e generale che viene erogata in fase di avvio del servizio.

Ogni mese il volontario di servizio civile percepisce un rimborso mensile di 439,50 euro.

 

Chi può fare domanda?

Il Servizio civile universale è aperto ai giovani dai 18 ai 28 anni che possiedono i seguenti requisti:

  • essere cittadino italiano oppure essere cittadino degli altri paesi della UE
  • essere cittadino non comunitario regolarmente soggiornante in Italia
  • non aver riportato condanna in Italia o all’estero, anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici, o di criminalità organizzata.

Si può partecipare al Servizio civile una sola volta.

 

Per maggiori info:

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni sul servizio civile nella casa salesiana di Torino San Salvario puoi contattarci ai seguenti contatti:

Se invece sei interessato a fare servizio civile con i salesiani in piemonte ma non nella casa salesiana di Torino San Salvario puoi conoscere le altre possibilità contattando:

Ulteriori aggiornamenti sulla pagina Facebook di Salesiani Servizio Civile ICP.

 

Ricerca Volontari

“L’opera umana più bella è di essere aiuto al prossimo”   Sofocle.
In questo tempo così particolare crediamo che l’aiuto reciproco sia una delle migliori forme per tessere relazioni e per contribuire al benessere della comunità.
In poche parole: per stare vicini!
In questo ultimo anno abbiamo modificato il nostro modo di agire, letto i bisogni del territorio e inventato nuove azioni per rispondere agli stessi.
Questo lavoro ha dato vita a nuove attività svolte sia in presenza ma anche online. Per questo, stiamo cercando volontari disposti a donare qualche ora del proprio tempo per aiutarci a rendere le attività che svolgiamo, ancora più ricche ed efficaci.
Se sei interessato/a, chiamaci! Insieme troveremo l’attività che meglio si addice alle tue disponibilità.

La nostra comunità ricorda don Italo Spagnolo

E’ mancato ieri sera il salesiano sacerdote don ITALO SPAGNOLO della Comunità Salesiana del San Giovannino.

E’ mancato all’Ospedale Gradenigo di Torino, dove era ricoverato dal 12 novembre per una polmonite bilaterale, dovuta al Covid.

Era giunto in mezzo a noi a San Salvario nel gennaio del 2019 dalla Nigeria, dove dal 1982 svolgeva la sua opera come missionario, per delle cure che doveva fare.

Era nato il 16 maggio 1941 a Trivero (Biella). Salesiano dal 1958 e sacerdote dal 1968.

Molti l’hanno conosciuto per il suo servizio sacerdotale pastorale nelle nostre parrocchie, in particolare al Sacro Cuore di Maria. Sempre molto disponibile, affabile, dolce, ma anche competente e preparato.
Ricordiamolo nella preghiera.

In questo video, girato da qualche mese, don Italo racconta come è nata la sua vocazione e come don Bosco l’abbia inviato in Africa per un nuovo Valdocco africano. Con le lacrime agli occhi ha condiviso uno dei suoi più bei ricordi legati alla nuova missione che aveva aperto in Africa “La cosa più bella che ho vissuto… è vivere Valdocco agli inizi. Don Bosco diceva “con i giovani mi trovo bene”… e con i giovani nigeriani ci si trova ancora meglio!”

 

Grazie don Italo per la tua vita, vera testimonianza cristiana e salesiana!

 

 

Da La Voce e il Tempo: Apriamo gli oratori di strada agli universitari

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato su La Voce e Il Tempo (15/12/2019)

“L’Oratorio sulla strada, nel cuore del Parco del Valentino, negli ultimi dieci anni è diventato sempre più fucina di futuro per i giovani più fragili, che da scarti diventano attori protagonisti della società, ma è anche punto di riferimento per ragazzi, famiglie e diverse associazioni attratte da quegli spazi, modello di inclusione. I Salesiani dell’Opera San Giovanni Evangelista a San Salvario, con gli educatori che si occupano dell’Educativa di strada, hanno recentemente incontrato il vicesindaco Sonia Schellino e l’assessore alle Politiche giovanili Marco Giusta per fare il punto sul futuro della postazione «Spazio Anch’io» al Parco del Valentino in vista dell’avvio dei cantieri per la costruzione del nuovo Campus universitario del Politecnico a Torino Esposizioni. L’allora parroco di Ss. Pietro e Paolo, don Mauro Mergola, a fine 2018 aveva incontrato il sindaco Chiara Appendino chiedendo «di non lasciare fuori dal progetto le fasce più deboli studiando momenti di integrazione fra gli educatori, i ragazzi che frequentano ‘Spazio Anch’io’ e gli studenti universitari della zona». Il sindaco aveva incaricato gli educatori di stilare un progetto, regolarmente presentato. Il Comune ad oggi ha garantito che per tutto il 2020 la postazione non dovrà trasferirsi. I Salesiani proseguiranno, quindi, un confronto con le istituzioni, il Politecnico e le associazioni del territorio per strutturare una soluzione non solo relativa ad una nuova collocazione ma ad un rinnovato modello di inclusione a beneficio del territorio ed «esportabile» anche in altre zone della città. «Il continuo passaggio di classi scolastiche, oratori, associazioni ed anche gruppi universitari di studio da Spazio Anch’io», sottolinea don Mario Fissore, incaricato dell’oratorio salesiano San Luigi, «è indice che l’attività di Educativa di strada in quel contesto interessa e richiama l’attenzione. Non si tratta solo di un luogo di contrasto al disagio giovanile, di bassa soglia, ma anche un punto di integrazione e incontro a disposizione del quartiere e della città».
I Salesiani stanno, infatti, lavorando per inserire sempre di più anche i numerosi stu-denti universitari che abitano nella zona, divenuta negli ultimi anni a tutti gli effetti un quartiere universitario, nelle attività di accompagnamento, come la formazione professionale, per i coetanei in difficoltà. In linea con questo spirito lo scorso giugno la parrocchia Ss. Pietro e Paolo ha avviato in casa canonica un’Housing sociale per universitari italiani stranieri con diversi percorsi alle spalle. «Ci stiano interrogando sul-la mission futura dell’Opera salesiana a San Salvario», evidenzia don Fissore, «che certamente può coinvolgere gli studenti degli Atenei torinesi nei diversi progetti portando un indiscutibile valore aggiunto». Queste considerazioni saranno dunque por-tate nei tavoli di confronto che seguiranno nei prossimi mesi sul futuro delle nume-rose attività di Educativa di Strada al Parco del Valentino e nelle vie di San Salvario. Per informazioni: www.don-boscosansalvario.it. 

Stefano DI LULLO”

Dicono di noi: A Torino salvati dai Salesiani 114 minori «invisibili»

Condividiamo l’articolo stampato su “La Voce e il Tempo” di Stefano di Lullo del 7 Febbraio 2019:

Centoquattordici minori stranieri soli che vagavano per le strade della città, senza alcuna protezione, grazie all’impegno dei Salesiani ora non sono più «invisibili»: alcuni hanno un lavoro, altri sono inseriti nei percorsi formativi e professionali, soprattutto sono lontani dal pericolo di cadere nei circuiti criminali e dello sfruttamento sessuale. 

Si tratta di «M’interesso di te», il progetto nazionale partito un anno fa in forma sperimentale a Torino, Napoli e Catania, finanziato dalla Federazione Scs/Cnos, Salesiani per il Sociale, grazie al fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo, rivolto ai quei ragazzi migranti soli usciti da qualsiasi servizio di accompagnamento.

Il report del primo anno è stato presentato a Roma presso la sede dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) il 31 gennaio nella festa di Don Bosco.

«Mentre vivevo per strada attorno alla stazione di Porta Nuova un amico mi ha telefonato segnalandomi delle persone che potevano aiutarmi. Così ho incontrato un’educatrice, Giulia, che mi ha suggerito di andare in oratorio. Grazie all’aiuto di don Mauro e degli altri operatori mi sono iscritto a scuola e adesso sto svolgendo un tirocinio come addetto per lo stampaggio». È la testimonianza di Ousman, partito dal Gambia e approdato in Sicilia nel 2017. Dopo aver vissuto 8 mesi nelle strade di Torino è stato intercettato dagli educatori dell’oratorio San Luigi a San Salvario che seguono il progetto «M’interesso di te».  La scorsa estate Ousman ha anche prestato servizio come animatore nelle attività dei centri estivi.

In Italia secondo l’Atlante minori stranieri accompagnati di Save the children nel 2017 sono arrivati 17.337 minori di cui 15.779 senza alcun accompagnatore. A questa cifre vanno aggiunti i Msna che non vengono intercettati alla frontiera: si tratta di oltre 5 mila ragazzi, a Torino diverse decine,  un quarto dei minori accolti nelle strutture di accoglienza.

«Si tratta di adolescenti», sottolinea don Mauro Mergola, direttore dell’oratorio salesiano San Luigi, «che non sono mai entrati nelle comunità di accoglienza dedicate o che le hanno abbandonate perché troppo ‘strette’ per loro». Molti di essi vivono in precarie condizioni igieniche in alloggi di fortuna.

Ed ecco un progetto che attraverso educatori e operatori dedicati cerca di intercettare questi ragazzi sulla strada prima di tutto per accoglierli, ascoltarli e intraprendere con loro un percorso di fiducia che li sostenga e li accompagni.

Tutto parte da «Spazio Anch’io», la postazione dei Salesiani al Parco del Valentino dove gli educatori tutti i pomeriggi stanno accanto ai ragazzi che si incontrano sulla strada accompagnandoli a riprendere in mano la propria vita. È lì che avviene il primo approccio.

Presso l’oratorio Ss. Pietro e Paolo è allestita un’accoglienza diurna dove i minori tutti i giorni possono trovare riparo, un luogo dove fare due chiacchiere, mangiare qualcosa, fare una doccia, lavarsi i vestiti.

«Oltre a ciò», spiega don Mergola, «abbiamo strutturato percorsi di inserimento lavorativo per offrire ai ragazzi opportunità di crescita che tengano presente l’orizzonte occupazionale su cui poter impostare un cammino strutturato verso l’autonomia».

I giovani, attraverso il centro CnosFap dei Salesiani, hanno svolto tirocini nelle aziende Astelav di Vinovo, seguendo il progetto di rigenerazione di elettrodomestici usati, e Stige di Mappano, attraverso un la tipografia industriale. Alcuni hanno svolto attività lavorative presso l’officina Ri-generation Lab in via Saluzzo 39, angolo via Giacosa a San Salvario. Si tratta di un laboratorio  professionale per la riparazione di elettrodomestici rivolto ai ragazzi minori che hanno abbandonato i circuiti della formazione.

Tre ragazzi sono stati accolti nel progetto di housing sociale presso la casa parrocchiale del Sacro Cuore di Maria (via Campana 8).

Dopo l’esperienza positiva del primo anno il progetto è stato rifinanziato dal fondo di Intesa Sanpaolo coinvolgendo anche i neo maggiorenni (18-25 anni) «che spesso», evidenzia don Mergola, «si trovano ad interrompere i percorsi formativi in quanto la legge, in particolare con l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza voluto dal Ministro Salvini, non può più tutelarli».

La vita di Mario pensionato Telecom al Servizio della comunità

Il Corriere della Sera di venerdi 8 Febbraio parla dell servizio dato da signor Mario alla comunità locale.
“Si è messo al servizio del territorio per favorire la comunione tra tutte le realtà.”

La vita di Mario al servizio della comunità
La dedizione nei confronti degli altri e di quell’agire sociale che di questi tempi è cosa rara e preziosa. Un vita trascorsa all’insegna di grande umanità nell’impegno pubblico. Principi per i quali è vissuto Mario Senigagliesi, tecnico Telecom in pensione. Il suo resta l’esempio di un grande uomo, di squisita generosità e disponibilità che ha dato un’indimenticabile lezione di vita. “Si è messo al servizio del territorio per favorire la comunione tra tutte le realtà. È stata una persona che ha saputo costruire unione, sinergie e amicizia”.
Cosi lo ha ricordato il parroco don Mauro. Mario Senigagliesi è morto martedì nel quartiere San Salvario a Torino, dove abitava. Aveva 66 anni. Il funerale si è celebrato ieri nella parrocchia SS. Pietro e Paolo Apostoli a Torino.
(an. ch.)

Movida Spirituale: intervista di Avvenire a don Mauro Mergola

«È sbagliato catalogare i ragazzi, trattarli come oggetti e non provare neppure ad ascoltarli. Tutto nasce dall’incontro e dal dialogo». Don Mauro Mergola, salesiano, da sempre è vicino ai giovani torinesi, anche quelli dello sballo. A San Salvario, nel quartiere al centro della movida cittadina, guida la parrocchia Santi Pietro e Paolo, ma anche l’oratorio omonimo e il San Luigi (il secondo fondato da don Bosco). Ogni settimana incontra centinaia di ragazzi. «Spesso manifestano una forte rabbia, che in realtà nasce da un grande dolore. una sofferenza provata dagli affetti traditi, soprattutto in famiglia, oppure dall’insicurezza e dall’assenza di senso in ciò che fanno. Pensano che il loro futuro sia stato già mangiato e consumato da altri. La realtà della notte è una realtà parallela dove si possono sentire vivi, perché durante la settimana, nella vita quotidiana, semplicemente sopravvivono e stanno a galla».
Lo sballo e la droga diventano un rifugio in cui nascondersi: «La cannabis viene ormai utilizzata con enorme frequenza,  per fuggire la realtà o per rincuorarsi prima di qualsiasi prestazione. C’è poca stima di se stessi e una terribile paura pensando al futuro. Con lo sballo si evita di pensare, mentre il divertimento sano dovrebbe ricaricarci per affrontare la vita con energia e non distruggerci».
La responsabilità, secondo don Mergola, non può essere completamente addossata ai giovani. Il mondo degli adulti sta abdicando al suo ruolo di educatore, alla capacità di dire dei “no” e dare regole, forse perché ne è ormai incapace: «C’è un alto tasso di crisi di panico e di ansia, sia nei genitori sia nei figli. Paura di affrontare qualsiasi situazione complicata, incapacità di gestire conflitti con le altre persone. Si pensa solo ad andare via o si cade nella violenza, fisica o verbale. È normale che a 15 anni ci siano conflitti con la famiglia, ma non c’è più il tempo, la voglia e la capacità di provare a superarli insieme».
Nell’ottica del consumo finisce anche la sessualità, con adolescenti che si vantano del numero di partner occasionali. Per provare a rispondere a questa “assenza di senso”, dal marzo 2013 don Mergola ogni sabato notte lascia la chiesa aperta fino a tardi, con le porte spalancate per chiunque abbia bisogno di ascolto. «Sul sagrato – conclude – teniamo i calciobalilla, proprio come avrebbe fatto don Bosco. Noi non vogliamo etichettare i giovani e, se i locali notturni li accolgono per i loro portafogli, noi lo facciamo perché sono persone. Si diventa credibili solo stando con loro, ascoltandoli, rispondendo alle domande che fanno».

Articolo di Danilo Poggio tratto da Avvenire 30 gennaio 2019

Quartiere San Salvario e Parrocchia Santi Pietro e Paolo: luogo della Movida serale

Il servizio del TGR-Piemonte del 11 dicembre 2018 spiega le cose che succedono nel quartiere di San Salvario e nella Parrocchia Santi Pietro e Paolo alla sera quando non c’è la movida.