Abdurahman e la passione per il Rap

Ciao a tutti, io mi chiamo Abdurahman, ho 22 anni e vengo dalla Guinea, sono nato a Dalaba ma sono cresciuto a Kankan. Rispetto al mio paese posso raccontarvi che la capitale della Guinea è Conakry e che la lingua ufficiale è il francese che si accompagna a tutti i dialetti sudanesi che vengono parlati sul territorio. Sulla città in cui sono cresciuto, Kankan, posso dirvi, per quello che mi ricordo che, nel 2010 sino al 2015 ci fu Kramo Solo, che fu un personaggio molto importante a livello religioso poiché benediceva tutte le persone che si rivolgevano a lui ed ogni sua benedizione si realizzava. 

Sono ospite nell’housing  “San Salvario House” da luglio, all’interno dell’housing ho conosciuto delle persone molto simpatiche e disponibili, alle quali ogni tanto chiedo aiuto e consigli e con i quali nel tempo libero ci teniamo compagnia.

Ho da sempre il grande sogno di fare musica, mi piace molto il Rap e l’Afro Beat al punto tale che ho creato un gruppo che si chiama “Foulah gang”, il nome “Foulah” rappresenta la nostra etnia mentre con “Gang” intendiamo non solo il gruppo ma la parola è stata scelta per esaltare le caratteristiche positive, ovvero “coloro che combattono per il bene”. 

La “Foulah Gang” è composta da 7 persone,ci sono due cantanti, di cui uno sono io, e con tutti gli altri ragazzi della crew ci aiutiamo a vicenda per poter produrre gli afro beat, registrare i pezzi e creare i video delle canzoni.

Il gruppo musicale è nato quasi un anno fa, ma tra di noi ci siamo conosciuti circa 3 anni fa in Sicilia, la caratteristica del nostro gruppo e che siamo tutti guineani, i pezzi  che creiamo li scriviamo sia io e l’altro cantante, quando canto io i pezzi sono o, in pular che è la mia lingua madre, o in italiano. Il mio amico invece scrive e canta i pezzi in pular e in  patois giamaicano che è una sorta di dialetto inglese in cui alcune parole vengono sostituite con termini giamaicani.

Quando ero piccolino mi piaceva molto ascoltare la musica con i miei amici, ho iniziato a fare musica quando sono arrivato in Italia ed il rap è rimasta la mia musica preferita ma siccome nel mio paese piace molto l’afro beat e la dancehall mi piacerebbe specializzarmi anche in quel genere musicale. Quest’estate tutte le volte che ho potuto sono andato a sentire i miei amici suonare, fare freestyle e creare gli afrobeat e da loro ho cercato e cerco tuttora di imparare tutto quello che posso, anche perchè, purtroppo non ho frequentato nessuna scuola di musica anche se mi piacerebbe molto farla per poter imparare tutto quello che c’è da sapere.

Un giorno, mi piacerebbe diventare famoso a livello mondiale, non vi preoccupate so che è molto difficile ma ci proverò con tutte le mie forze, ad ora ho scritto tre canzoni, ma quella che mi piace di più si intitola “Diallo Money Gang “ ed in questa canzone ho raccontato la mia storia e di come ho imparato ad affrontare le avversità, il tema principale della canzone è che non si può giudicare nessuno a maggior ragione quando non sappiamo nè la sua storia nè quello che accadrà domani. Poi ho scritto due canzoni che ho dedicato ad una ragazza che amavo ma con la quale, purtroppo, le cose non sono andate troppo bene.

Le altre canzoni sulle quali sto lavorando trattano sempre il tema del giudizio e racconto sempre un po’ di quello che succede nella mia vita, questi ultimi pezzi sono ancora in fase di ridefinizione sia a livello di beat che di testo.

Ora vi saluto e vi lascio un pezzo tratto dalla canzone che ho scritto dal titolo “Gucci Gang”

 

Quando abitavo in casa popolare, mi  riuscivo solo ad isolare

ora sono in viaggio con il mio zaino sulle spalle,

sto camminando verso le montagne,

vedo solo farfalle nere e farfalle bianche 

ma non ho visto nessuno che mi ha chiesto se ho fame”

L’estate di Halefom a San Salvario House

Oggi conosciamo meglio un ospite dell’housing San Salvario House: Halefom

 

“Ciao! Mi chiamo Halefom ed ho 32 anni, vengo dall’Eritrea, per la precisione da Mendefera. Mendefera ha una storia molto interessate! 

La città è collocata su due colline e prende il nome dalla collina situata al centro della città;  la leggenda di questa città narra che prima vi era una fitta giungla, dove vagavano animali selvatici che rendevano impossibile a chiunque vivere ed entrare ma solo i coraggiosi riuscivano ad entrare; il nome “Mendefera” significa “nessuno osò” ed è un importante promemoria per il popolo tigrino della dura e forte resistenza che venne opposta al popolo italiano.Quando sono nato io però la foresta non c’era più ed al suo posto c’era una città, la città che Mendefera è adesso, ricca sia di fabbriche di piccole e medie dimensioni sia di mercati.  

Vivo nell’housing “San Salvario House” da quasi un anno ed ho stretto amicizia con gli altri ragazzi che vivono con me, vado d’accordo con tutti e mi piace ridere e scherzare con loro, chiacchierare del più e del meno ma anche ascoltare le loro storie e mi piacciono le cene comuni che organizziamo dove ognuno porta qualcosa e lo condivide con gli altri.

E’ stato un anno particolare per il lockdown che c’è stato a causa del virus COVID-19 ma per me è stato un anno speciale del quale sono molto contento perchè ho ripreso il mio percorso di studi in biologia cellulare e molecolare all’università di Torino che era un mio grande sogno, ho da poco terminato la sessione esami ed è finalmente arrivata l’estate!

A luglio ho partecipato all’estate ragazzi del San Luigi dove mi occupavo dell’accoglienza dei bambini misurando loro la temperatura, poi però tornavo a casa a studiare.

Adesso che la sessione esami è finita posso finalmente andare in vacanza ed andrò a trovare mio fratello Habtom a Vienna e starò con lui per due settimane. 

Per il nostro viaggio abbiamo previsto di girare un po’ Vienna dove visiteremo il museo ed il teatro di Mozart, abbiamo poi deciso di visitare Salisburgo e tra le cose importanti da fare c’è anche quella di andare a mangiare la torta Sacher, che da quanto ho capito è tipica di Vienna; è una torta buonissima con tanto cioccolato, come piace a me, ed un po’ di marmellata.

Al mio ritorno a Torino spero di organizzare qualche gita al mare o in montagna con i ragazzi dell’housing e di godermi in tranquillità gli ultimi giorni di vacanza prima che ricomincino i corsi all’università e la sessione esami.”

La vita all’Housing nella Quarantena

Durante la quarantena, in housing sono cambiate tante cose, ma partiamo dal principio.

Innanzitutto,subito dopo lo scoppio della pandemia e prima del lockdown generale alcuni di noi sono tornati a casa, chi in Italia e chi invece ha raggiunto mete più lontane come l’Africa o l’Asia Meridionale; chi di noi invece è rimasto qui ha cambiato stanza per rispettare le varie norme sanitarie. Durante i mesi di lockdown, siamo così rimasti a casa, seppur ogni tanto pesasse non poter uscire; lo stare a casa ha portato con sé dei risvolti positivi, infatti avendo avuto modo di trascorrere più tempo insieme, il gruppo ha trovato una maggiore unità ed il clima in casa era più sereno. Per quanto riguarda la quotidianità, Halefon che studia biomedicina, ci inviava tutti i giorni il bollettino con il numero dei contagi causati dalla pandemia, alcuni guardavano insieme il telegiornale e poi lo commentavano insieme, altri invece passavano il tempo ad allenarsi sulla terrazza mantenendo le giuste distanze gli uni dagli altri, abbiamo messo una barra per le trazioni alla porta della terrazza ed ogni tanto ci sfidavamo a chi ne faceva di più. infine in questa quarantena alcuni di noi si sono divertiti ad improvvisarsi parrucchieri per poi pentirsene poco dopo poichè il taglio risultava più bizzarro del previsto ma ciò nonostante ci abbiamo riso su sperando che i parrucchieri veri aprissero il più in fretta possibile. Per quanto riguarda le attività, come le cene e le colazioni, che prima svolgevamo con i volontari  abbiamo dovuto interromperle, ma ci siamo cimentati noi nella cucina ed una sera, grazie all’aiuto di Davide, abbiamo fatto la pizza!

Inoltre durante questo duro periodo, tutte le volte che uscivamo per far la spesa abbiamo imparato a mettere la mascherina e capito l’importanza di essa; mano a mano che le restrizioni diminuivano, Marco uno di volontari, è tornato a farci visita trascorrendo ogni tanto con noi la domenica e proponendoci alcuni giochi di società.

E’ avvenuto poi un altro grande cambiamento, a maggio, Luca, l’educatore che stava con noi è andato via ed è subentrata Erika, cogliamo così l’occasione sia per dire un grande grazie a Luca, non solo per il tempo che ha trascorso con noi ma anche per tutto quello che fatto per noi e per l’housing, sia per dare il benvenuto ad Erika.

Adesso che piano piano stiamo tornando alla normalità molti di noi hanno ripreso a lavorare, Halefon ha smesso di mandare il bollettino dei contagi e noi stiamo cominciando a riaprire l’housing per i nuovi ingressi; però una volta a settimana, continuiamo a fare le nostre cene comuni e con l’occasione impariamo sempre qualcosa di nuovo, c’è chi ha imparato a fare le torte e chi invece ha capito quanto deve cuocere la pasta senza che scuocia, abbiamo inoltre imparato che è divertente ogni tanto ritrovarci tutti seduti insieme a tavola e poter così parlare sia dell’housing in sè ma anche di quanto è bello ridere e scherzare insieme.

 

La vita a San Salvario House… ai tempi della quarantena

Cosa vuol dire vivere a San Salvario House in tempo di quarantena?

I ragazzi stanno facendo la loro parte in questo periodo e si danno da fare perchè al più presto si possa tornare alla normalità. Alcuni di loro stanno continuando a lavorare e hanno dovuto imparare velocemente tutte le norme di sicurezza per poter continuare la vita insieme agli altri ragazzi. “I ragazzi sono sempre più tesi e quando la noia sale nascono anche piccoli dissapori – dice Luca, educatore dell’housing- paradossalmente però stiamo imparando in questo periodo a condividere ancora di più tra noi e ciascuno fa il suo pezzo.”

Alefom racconta: “Per far passare le giornate ci stiamo improvvisando parrucchieri e pizzaioli. Anche un pò di palestra fatta insieme  ci aiuta a passare il tempo e diverci insieme.”

Si stanno preparando a vivere la Pasqua con speranza augurando a tutti che questo periodo finisca presto.

 

Auguri di buona Pasqua dalla Comunità di San Salvario

Buona Pasqua dalla comunità salesiana di San Salvario

E' Pasqua. La vita rinasce! Buona Pasqua da tutta la comunità di San Salvario!

Publiée par Santi Pietro e Paolo – Torino sur Vendredi 10 avril 2020

Non ci siamo dimenticati di voi. Anzi!
Soprattutto in questi giorni di isolamento forzato!
In questi giorni in cui è importante “restare a casa”:
In questi giorni in cui più lontano stiamo, meglio stiamo.
Proprio in questi giorni noi pensiamo a voi.
Proprio in questi giorni noi pensiamo per voi!
Proprio in questi giorni progettiamo per voi!
Ma soprattutto vi sentiamo vicini, vicini, vicini.
Perchè?
Perchè è Pasqua!
E Pasqua è la festa della vita che non muore.
Pasqua è la vita che risorge.
Pasqua è sapere che l’ultima parola non ce l’ha nemmeno il coronavirus.
Allora auguri di Buona Pasqua.
Buona Pasqua a voi famiglie, la luce del Risorto doni serenità e fiducia per il futuro.
Buona Pasqua a voi giovani, la vita che vince la morte grazie a Gesù, vi faccia sognare cose grandi per il vostro futuro.
Buona Pasqua a voi ragazzi, la vostra gioia e voglia di vivere sia contagiosa per tutti noi.
Buona Pasqua anche a chi sta soffrendo per malattia, solitudine, per la perdita di una persona cara. Perchè l’ultima parola non è della morte, della tristezza ma è della vita, è della gioia.
Buona Pasqua a tutti voi,
o meglio a tutti noi!
Il Risorto aiuti anche il nostro stare insieme a San Salvario, a risorgere a vita nuova,
più forti, più gioiosi, più entusiasti.
E’ Pasqua. La vita rinasce!
Buona Pasqua.

L’Oratorio ti è vicino: scopri come

L’Oratorio vuole essere vicino alle famiglie, anche oggi.

Per questo si stanno sperimentando nuove forme di accompagnamento nei diversi ambiti di intervento.

Hai bisogno di un aiuto o conosci famiglie di San Salvario che sono attualmente in difficoltà? Di seguito riportiamo le possibilità di sostegno attivate.

Contattaci e cercheremo di fare diventare sempre più viva la frase di don Bosco:”Vicino o lontano in penso sempre a voi!”

Noi pensiamo sempre a voi

L’èquipe educativa di Don Bosco San Salvario non si dimentica di tutti i giovani che gli sono affidati. In questo momento di difficoltà continua a lavorare per farsi sentire vicina: tutti i salesiani e gli educatori si stanno sperimentando per abbattere insieme i nuovi muri della paura, della solitudine e della distanza che l’emergenza vuole costruire. Da dove partire?

Don Bosco quando era a Roma, lontano dai suoi giovani, scrisse loro: “Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo, vicino o lontano io penso sempre a voi. Un solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità. Questo pensiero, questo desiderio, mi risolsero a scrivervi questa lettera.”

Mossi da questo abbraccio di penna… il lavoro continua e si trasforma ogni giorno!

Festa di don Bosco: 2 febbraio 2020

La comunità si sta preparando a festeggiare colui che nel 1847 ha dato vita all’Oratorio della Casa San Giovanni Evangelista…don Bosco! Il 31 dicembre è nato in cielo e da allora continua a guidare i nostri passi. Desideriamo quindi ringraziarlo festeggiando tutti insieme il 2 febbraio 2020.
La festa inizierà alle ore 10,30. con la celebrazione della S.Messa nella chiesa di San Giovanni Evangelista (Corso Vittorio Emanuele II, 15, 10125 Torino TO)
Al termine ci sposteremo nel cortile di via Madama 1 per la foto di gruppo. Nel cortile verranno allestiti, dai membri della comunità, un buffet e un percorso interattivo, con attività, foto e altre sorprese, che ci porterà in viaggio tra passato, presente e futuro della Casa Salesiana all’insegna della frase di don Bosco “Voi compirete l’opera che io incomincio: io abbozzo, voi stenderete i colori”
A seguire, su prenotazione, si potrà partecipare alle ore 13,00 al pranzo della comunità con la possibilità di scegliere tra 2 menù (polenta e spezzatino o pasta e arrosto)
Nel pomeriggio tombolata e giochi per grandi e piccini.
Per info e iscrizioni dai referenti dei gruppi o 3387257105 – oratorio@sanluigitorino.org

Buon Natale…da un’unica grande famiglia!

Natale è dono. Gesù si dona a noi, noi siamo chiamati a donarci agli altri e ci accorgiamo che, proprio gli altri, già si stanno donando a noi. Natale è scambio, di regali ma anche di affetto, riconoscenza e gratitudine ed è il momento in cui ciascuno si vergogna un pò di meno a dimostrarlo. Anche per Don Bosco San Salvario si respira questa atmosfera e così ecco tre occasioni per sentirsi famiglia:

  • Mercoledì 18 Le signore che il mercoledì sono solite partecipare alla distribuzione del pacco viveri hanno preparato dolcetti sfiziosi tipici del proprio paese d’origine e insieme a del buon the caldo si è vissuto un momento di serenità.
  • Giovedì 19 Il centro di accoglienza insieme ai numerosi volontari che gravitano ogni giorno nelle mille attività hanno vissuto una cena condivisa e un momento di gioco e festa. Erano presenti anche i ragazzi che abitano a San Salvario House da qualche mese e hanno così potuto assaporare anche loro il clima della grande famiglia.
  • Giovedì 20 I gruppi formativi dei giovani di biennio, triennio e over hanno organizzato una cena in cui scambiarsi gli auguri e ringraziare i salesiani e gli educatori che hanno a cuore la loro crescita.

Le tre feste ci hanno scaldato un pò il cuore per preparaci alla grande Festa del 25 in cui Gesù nascerà per stare con noi. Vi aspettiamo alle celebrazioni del San Natale per scambiarci gli auguri di persona!

Buon Natale dalla grande famiglia di don Bosco San Salvario!

 

 

Housing è… condivisione

L’housing è condivisone!

Nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e giovedì San Salvario House ha ospitato i giovani ragazzi del centro di accoglienza dell’oratorio San Luigi. Per una volta i ragazzi dell’housing non erano gli “accolti” ma coloro che “accoglievano” nella loro casa. La cena insieme e i momenti di gioco hanno aiutato la conoscenza reciproca.