Insediamento di don Claudio al San Giovannino

Ieri mercoledì 4 settembre don Claudio Durando si è insediato come Direttore nella Casa del San Giovannino. Ad accompagnarlo l’ispettore don Enrico e i confratelli della precedente comunità di Valdocco. L’ispettore ha ricordato a don Claudio come sia delicatamente accompagnato dalla mano di don Bosco passando dalla Basilica di Maria Ausiliatrice costruita dal santo alla chiesa di San Giovanni Evangelista, voluta e costruita anch’essa da don Bosco. Don Enrico ha poi augurato a don Claudio di portare sempre più unità nella comunità salesiana e nella comunità di San Salvario mettendo in campo la sua qualità del buon pastore che sa ascoltare. A seguire la comunità salesiana del san Giovannino e la comunità di Valdocco hanno vissuto insieme un momento di convivialità durante il quale don Claudio ha ringraziato i confratelli e augurato un buon cammino insieme.

Grazie don Mauro!

Da ieri don Mauro è ufficialmente il nuovo Direttore della Casa Salesiana di Cuneo.

La comunità del San Giovannino, dopo averlo accolto per 10 anni, lo ha accompagnato nella sua nuova Casa. Ad accoglierlo i “Sale”, così a Cuneo vengono chiamati i salesiani, della nuova comunità e alcuni rappresentanti dei giovani e dei laici volontari. Il vescovo della Diocesi don Piero Delbosco ha voluto dargli il benvenuto personalmente passando di sorpresa dall’oratorio.

Il momento dell’insediamento è stato presieduto dall’Ispettore don Enrico Stasi che ha ricordato il percorso di tutti questi anni a San Salvario: dal 2009 è stato direttore dell’Istituto San Giovanni Evangelista e incaricato dell’oratorio salesiano San Luigi, dal 2012 parroco di Ss. Pietro e Paolo e dal 2015 amministratore parrocchiale di Sacro Cuore di Maria. Insieme alla comunità ha portato avanti e dato vita a numerosi progetti come Movida Spirituale, Spazio Anch’io, centro accoglienza MSNA, e molti altri. Ha poi rivolto parole di stima e incoraggiamento per la nuova missione: “Vieni da una realtà molto bella e ricca in cui hai dato il cuore in progetti originali…Arrivi in una realtà altrettanto bella anche se diversa. Conserva l’attenzione alla carità e ai giovani più poveri che troverai anche qua… Sii a volte trascinatore della comunità, a volte in mezzo per conoscerla a fondo e altre al fondo per non lasciare indietro nessuno…”

Ad accompagnarlo e affidarlo alla nuova comunità c’erano alcuni rappresentanti di don Bosco San Salvario: i ragazzi del centro di accoglienza, alcuni educatori e confratelli che con qualche lacrima agli occhi hanno voluto dirgli ancora una volta grazie per essersi donato completamente ai giovani, e non solo, in tutti questi anni. E per essere sicuri che non si dimenticasse di loro gli hanno appeso nel nuovo ufficio una loro foto con scritto “Grazie per essere Don Bosco in mezzo a noi!”

 

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San Salvario house – Una angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa

Si comunica che l’evento di inaugurazione dell’Housing Sociale – “San Salvario house – Una angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa” – della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Torino che avrà luogo mercoledì 26 giugno 2019, alle ore 12.00, in Via Saluzzo 25/bis (TO).

Interverranno il Vescovo di Torino, Mons. Cesare NosigliaDon Mauro Mergola (parroco salesiano della realtà), l’Assessore Sonia Schellino (Assessore alla Salute, Politiche Sociali ed Abitative della Città di Torino) e la dott.ssa Francesca Vallarino Gancia (componente del Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo).

Saranno presenti a portare i loro saluti don Enrico Stasi (Ispettore dei salesiani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania), don Luigi Testa (direttore dell’opera salesiana San Giovanni Evangelista) e Pierluigi Dovis (direttore Caritas Diocesana di Torino).

Il programma:

  • Saluto delle autorità e presentazione del progetto;
  • Inaugurazione e benedizione dei locali;
  • Rinfresco e visita dei locali.

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Il progetto:

Nato attraverso un bando della Compagnia di San Paolo – Programma Housing – al quale ha partecipato la parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino, ottenendo cosi un contributo per avviare i lavori. Il progetto è stato anche sostenuto da un contributo della CEIConferenza Episcopale Italiana – e di Fondazione Magnetto.

Il progetto “San Salvario House – Un angolo a colori in San Salvario … profumi e sapori di casa prevede il recupero e restauro della casa canonica della Parrocchia Santi Pietro e Paolo, situata in via Saluzzo nel quartiere di San Salvario, a pochi passi dal centro della città di Torino. La zona è  caratterizzata da un tessuto sociale e culturale molto vario, fonte di contatto e arricchimento reciproco tra culture diverse, oltre ad essere nota soprattutto per la movida notturna che in essa si svolge.

Il Social Housing nasce dalla volontà di dar vita ad uno spazio in cui giovani italiani e stranieri tra i 18 e i 39 , studenti, lavoratori e neo maggiorenni usciti da percorsi di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, possano sperimentare la vita “di convivenza”, acquisendo maggiore autonomia nella gestione di uno spazio “di casa”, e (con l’aiuto di figure qualificate) acquisire tutte le condizioni necessarie per far si che ogni giovane ospite possa rendersi autonomo per una vita all’interno della società.

La progettazione combinata è intesa non solo in un senso “dualistico” ovvero solo tra il singolo ospite e il coordinatore educativo, ma altresì in un senso “comunitario”, ovvero attraverso una modalità di confronto in piccoli gruppi. Tale metodo di lavoro permette ai destinatari, ospiti dell’housing, da un lato di acquisire una maggiore capacità di collaborazione nell’affrontare le sfide di un ambiente domestico condiviso, dall’altro di essere protagonisti della propria maturazione personale all’interno della società.

Scopri di più sul progetto:

 

 

 

GIORNALINO SI’ .. GIORNALINO NO

Per la rubrica Le nostre notizie … Le Vostre opinioni… le Vostre idee… le Vostre richieste …  il 27 Marzo 2019 il nostro amico Ferruccio ci scrive:

Il vice presidente mi ha incaricato di scrivere una forma di incipit, come commento sulla nostra associazione di ex allievi San Giovannino, che da questo momento non si riunirà più simbolicamente attraverso le pagine del nostro “San Giovanni 2000“, confezionato solo a punto metallico, ma con l’aiuto del computer e di un poderoso sito, con abbondante spazio a noi dedicato. Sull’associazione, ormai difesa da un numero sempre meno numeroso di “ex”, non c’è molto da dire.  Il Verbo di Don Bosco è sempre forte, forte come non mai, presente in molti angoli del mondo, e non certo dipendente dal nostro essere ancora “sul pezzo”, nonostante i ranghi ridotti. Ma se il destino laico degli ex allievi San Giovannino, sui tempi lunghi sembra inevitabile, sa ancora fare la sua piccola parte, come deposito di plurali memorie condivise e una continua presenza collaborativa nei confronti dei confratelli religiosi.

La nostra bandiera gialla, pur se non fondamentale nell’universo salesiano, garrisce ancora, animata da forti e motivate personalità che, ricordando il loro passato, lanciano forti messaggi valoriali alle nuove generazioni. Per citare un piccolo esempio, grazie ai preziosi consigli di un ex allievo, ho potuto iscrivere una mia figlia alla “nostra” facoltà salesiana di Psicologia. Laureatasi alla triennale, ha lì preferito proseguire il suo percorso di studi e presto diventerà Psicologa magistrale presso l’università Salesiana di piazza Conti Rebaudengo. Ma fondamentale focus di queste righe è il passaggio all’informazione digitale. Molto infatti da dire sulla nostra forma di comunicazione. Per motivi anagrafici, come penso tutti, sono da sempre attaccato alla carta. La sua “tangibilità”, la comodità d’uso, un approccio visivo semplice e avvicinabile sono valori universali, imprescindibili e inalienabili dalla nostra cultura (tra l’altro, la carta non ha bisogno di spine elettriche, né di batterie). Però i costi della materia prima lievitano, la pubblicità del ‘dio consumo’ ha continuo bisogno di rinnovamento, il mestiere dei giornalisti, in quanto professionisti dell’informazione, sta finendo in soffitta (ormai tutti scrivono in rete), la carta stampata vende sempre meno, i limiti della tradizione mostrano ormai la corda.

La nostra rivistina (l’ultimo numero pubblicato era in gran parte dedicato alla figura del compianto professore Ramella) non poteva tirarsene fuori, e aveva da tempo i giorni contati; lo sapevamo tutti. Con il 2019 abbiamo quindi raggiunto la fatidica data del cambio edizione, e da qualche giorno sui nostri computer è a disposizione il nuovo Sito Integrato di don Bosco. Ma che sorpresa !! Il sito creato è molto bello, ricchissimo di informazioni, semplice fruibilità per tutti, possibilità di raggiungere con un solo click tutte le realtà salesiane presenti sul nostro territorio, con nomi, telefoni, servizi, indirizzi posta elettronica. I link sono inoltre facilitati da bellissime immagini, fotografie che invogliano ad approfondire ogni servizio, scritto, fotografato o filmato.

Il nostro Pierluigi Ronco gestirà la sezione del sito a noi dedicata, accettando suggerimenti, articoli e consigli da tutti. La carta è sì nostalgia, ma i grafici salesiani hanno veramente fatto miracoli per non farcela rimpiangere troppo.

Ferruccio Capra Quarelli

Incontro alla Sala Giovani DB. Credere è rinunciare a ragionare?

Cosa è per te la fede? Con questa domanda rivolta ai giovani della Sala Giovani DB è iniziato l’incontro con don Ermete Tessore, relatore della serata. Un dialogo condotto a tutto tondo su fede e ragione intessuto in un confronto continuo con il relatore. Molte le domande e gli interventi dei presenti, che hanno toccato varie tematiche: la fede, la religione, le legge, la Bibbia, la creazione, il metodo scientifico, la relatività, la realtà virtuale, i computer quantistici:    

Prima di dirvi di cosa ne penso io, voglio leggervi una cosa. Conoscete Carlo Rovelli? È uno dei più grandi fisici che ci sono in Italia, non insegna in Italia ma in Francia. In questo libro ad un certo punto dice perché lui è ateo. Allora io voglio leggerlo perché è molto interessante. “Diverse persone mi hanno chiesto perché dico che non credo in Dio, ecco la mia risposta. A me non piacciono quelli che si comportano bene per paura di finire all’inferno, preferisco quelli che si comportano bene perché amano comportarsi bene. Non mi piacciono quelli che sono buoni per piacere a Dio. Non mi piace rispettare i miei simili perché sono figli di Dio. Mi piace rispettarli perché sono esseri che sento che soffrono come me. Mi piace chi si dedica al prossimo perché sente amore e compassione per le persone. […] Non mi piace emozionarmi davanti alla natura perché Dio l’ha creata così bella, mi piace emozionarmi perché è così bella. Non mi piace consolarmi della morte pensando che Dio mi accoglierà, mi piace guardare in faccia la limitatezza della nostra vita e sorridere a sorella morte. […] A me non piacciono quelli che mi spiegano che il mondo l’ha creato Dio, perché penso che non lo sappia nessuno di noi da dove viene il mondo, penso che chi dice di saperlo si illude, preferisco guardare in faccia il mistero, sentirne l’emozione tremenda piuttosto che cercare di spegnerla con delle favole. A me non piacciono coloro che credono in Dio e così sanno dove sta la verità perché penso che in realtà siano ignoranti quanto me, penso che il mondo è per noi ancora uno sterminato mistero. A me non piacciono quelli che conoscono le risposte, mi piacciono di più quelli che le risposte le cercano e dicono, non so”.
Vedete che è molto lucido nel presentare il suo pensiero. Alla domanda di prima, se voi la chiedete a me: e tu che dici di essere credente, che sei prete, se viene un extra-terreste e ti dice: sintetizzarmi in uno slogan qual’è la tua fede. Io vi dico tranquillamente: io credo, non credo in Dio, perché non so come sia, è troppo ampio e non ci arrivo. Però io credo in quel Dio così come si è manifestato nella storia, Dio che è Cristo morto e risorto. Se è morto vuol dire che era un Dio ma era anche uomo, perché solo l’uomo muore, Dio non può morire. E se è risorto, appunto perché nessun uomo è risorto vuol dire che effettivamente lui era anche Dio e se era Dio, quello che ha detto, quello che ha fatto merita di essere conosciuto, studiato e messo come base del mio comportamento. Tutta lì è la mia fede. Io non credo nei comandamenti, anche se li osservo.
Voi capite benissimo allora che avere fede vuol dire proprio credere nel Cristo e credere ciò che ha detto nel Vangelo. Ed ecco qui il Gesù in cui io credo, a lui non importa di tutte queste cose qua, dei pregiudizi, sa che c’è una persona che ha bisogno, sa che questa persona non entra a far parte delle sue categorie morali, ma sa che la persona ha bisogno, non guarda in faccia a nessuno, non gli importa dell’opinione pubblica, va’ la e lo guarisce. Questo è il Cristo. È questa la religione.

 

Ecco io dico, certo la fede, ma questa fede che mi permette anche di dialogare tranquillamente con la scienza e qui la seconda domanda: che cos’è per te la scienza?
Uno scienziato che dice che ha la verità non ha capito niente della scienza.  C’è la metodologia, c’è la procedura che può essere scientifica dove tutti quanti applicano le stesse regole però l’oggetto formale di per sé sfugge. E qui si vede il problema tra scienza e fede, che non è tanto quello tra Dio e la scienza, ma è tra l’uomo e la scienza, perché è questione di libertà. La scienza fa bene, deve andare avanti, deve andare assolutamente avanti, però capite benissimo che l’uomo o riesce a dominare la scienza o altrimenti immaginatevi quello che succederà.  Il problema vero di scienza e fede non è di contrapposizione. Il problema è che la religione dovrebbe formarti una coscienza, essere signore di te stesso, la scienza dovrebbe darti tutti gli strumenti perché la tua signorilità sia veramente completa, invece adesso praticamente la scienza sta erodendo la capacità gestionale dell’uomo stesso.
Gesù, lui è stato un uomo libero ed intelligente. La spiritualità è come un sentiero che va sull’Everest, la punta è una sola, Dio, ma i sentieri che arrivano su sono infiniti, l’importante è che tu trovi il tuo sentiero. Io vi dico tranquillamente che bazzico con la scienza, non ho nessun problema con la mia fede semplicemente perché ad un certo punto Dio cosa ha detto? Ha creato il mondo e all’uomo cosa ha detto? Vai e conquistalo. La scienza non è compito di Dio, è compito dell’uomo. Tra religione e scienza c’è lo scontro, non tra spiritualità e scienza, la spiritualità per me è credere che Cristo è morto e risorto e basta. 

 

La fede è un dono, io non ti riuscirò mai a convincere di questo, se tu incontri Gesù tu vai avanti. Quando ci presenteremo al buon Dio noi abbiamo un prototipo nel Vangelo. Dio è amore, l’unica definizione, è quello. La scienza non studia il perché ma il come, la scienza risolve problemi, non si chiede i perché, non è compito della scienza chiedersi il perché, a meno che noi intendiamo scienza la filosofia; la fede ti dice che è amore. L’unica definizione che noi abbiamo dell’amore è quel qualcosa che non si può definire.  Io sono profondamente convinto che una vera fede va d’accordo con la vera scienza, una cattiva fede confligge con la scienza e fa la guerra con lo scientismo, per forza. La fede non è un rapporto tra l’individuo e l’istituzione ma l’individuo e una persona. Vi dico soltanto una cosa: cercate di essere consci di tutte le scelte che fate, qualsiasi sia la vostra scelta. Ricordatevi bene che il buon Dio alla fine della vostra vita non vi chiederà se siete stati atei, credenti, agnostici, menefreghisti, vi chiederà semplicemente se siete stati voi stessi. 

 

 

Educare verso la LIBERTA’: Famiglia in gioco

In questo ultimo incontro, che si terrà Mercoledì 3 Aprile  alle 18.00 presso l’Oratorio San Luigi, interverrà Don Domenico Cravero, parroco della Diocesi di Torino, psicologo, psicoterapeuta, sociologo e scrittore, fondatore della cooperativa sociale Terra Mia che opera nell’ambito specifico della dipendenza da sostanze patologiche. E’ promotore di scuole per genitori e di servizi educativi e terapeutici per le famiglie. Grazie alla sua esperienza, al suo contributo e alla sua disponibilità a rispondere alle domande dei partecipanti, si rifletterà sul ruolo centrale della famiglia nel prendersi cura dei figli e soddisfare in modo adeguato i loro bisogni, funzioni indispensabili per favorire una crescita armoniosa. Moderatore dell’incontro sarà Matteo Aigotti, coordinatore educativa di strada dell’Oratorio San Luigi.

Incontro alla Sala Giovani DB. L’amore è eterno finché dura?

L’amore è eterno finché dura? Si tratta certamente di una domanda provocatoria a cui si è cercato di rispondere, martedì scorso, alla Sala Giovani DB, insieme a Paolo De Martino, diacono permanente della Diocesi di Torino, referente dell’apostolato biblico. L’incontro è stato organizzato da Luca Desserafino, scrittore, pubblicista e salesiano che durante la serata ha intervistato Paolo De Martino; quest’ultimo, partendo dalla sua esperienza di vita come uomo, sposo e padre ha toccato varie tematiche tra le quali l’amore coniugale, l’innamoramento, il fidanzamento, la fede, i figli:

Sono sposato da 18 anni. Sono un diacono permanente, uno dei miei impegni è l’accompagnamento dei fidanzati e mi capita molto spesso, poi, di sposarli. L’amore funziona così, per definizione è eterno. Il resto si chiama cotta, innamoramento. La cotta finisce, l’amore no. Tutte le volte che si dice l’amore è finito quell’amore non è mai esistito. Era solo innamoramento. L’amore per definizione va fino alla fine. Non si può dire all’altra persona “io ti amo” e poi vediamo come va a finire. L’amore va avanti fino alla fine. Fino alla estreme conseguenze.

L’età della giovinezza serve a vivere l’innamoramento. Come un fragile albero, l’amore ha bisogno di essere coltivato, giorno dopo giorno pazientemente. Nei primi anni di coppia c’è entusiasmo, dopo si approfondisce, se è vero amore diventa più bello. Come funziona l’amore? È un qualcosa di cui o fai esperienza o sono chiacchiere al vento. Perché amo mia moglie? Non lo so. Sono certo che ad un certo punto ho deciso di amare mia moglie. Ho scelto di essere felice. Tu scegli di essere felice. Ho scelto di amare mia moglie e alla fine di un cammino abbiamo scelto di sposarci. È venuto quasi naturale. Ci è sembrata una logica conseguenza.

L’amore per definizione deve generare vita. Io e mia moglie siamo due persone diverse, non una cosa sola, ci amiamo nella differenza. Un matrimonio può essere fecondo anche senza propri figli biologici. Pensiamo a quelle coppie che non possono generare figli per impedimenti naturali, ma il matrimonio deve necessariamente sbocciare nella vita, l’amore è vita.

 

 

 

Domenica insieme al parco del Valentino con Spazio anch’io

Domenica 31 marzo 2019 si svolgerà la “Domenica insieme al Valentinodalle 15:00 alle 17:30 a Spazio anch’io. Evento organizzato dall’Oratorio san Luigi.
La giornata inizierà con un torneo di calcio alle 15:00 (gratuito), per il quale è chiesto di inscriversi la dominca stessa alle 14:30 presso Spazio anch’io (oppure passare durante la settimana a iscriversi presso gli educatori), per i genitori e figli ci sarà anche il torneo di calcio balilla e il ping pong. La giornata finirà verso le ore 17:30 con la merenda per tutti.

Ci sarà Attività, giochi e animazione per genitori e figli che non partecipano al torneo.

Venite numerosi !

Scarica qui l’invito

 

 

Educare verso la LIBERTA’: Tempo libero e divertimento

Dopo il successo del primo incontro tenutosi mercoledì 13 Marzo 2019 all’Oratorio San Luigi sul tema Costruire un linguaggio comune, continua il ciclo di incontri Educare verso la LIBERTA’.
Mercoledì 20 Marzo 2019, all’Oratorio San Luigi dalle 18.00 alle 20.00, ci sarà il secondo appuntamento dal tema Tempo libero e divertimento. L’incontro vuole essere un’occasione di condivisione tra adulti dove interverranno gli educatori di strada dell’Oratorio e racconteranno la loro presenza fra i giovani. Questa esperienza acquisita sul campo in questi anni di lavoro sarà utile per conoscere meglio come gestiscono i giovani il proprio loro tempo libero, per capire come aiutarli a scegliere di fermarsi di fronte a divertimenti pericolosi diventando promotori di valide alternative. Durante l’incontro verrà proposto ai partecipanti di prendere parte a dei gruppi di lavoro per analizzare delle specifiche situazioni di rischio. Condurranno l’incontro Marco Mele, educatori di strada dell’Oratorio San Luigi, e Chiara Beltramino, volontaria SCN operatrice educativa di strada dell’Oratorio San Luigi. Modererà l’incontro Manuele Marco.
Vi aspettiamo numerosi.