PILLOLA DELLA DOMENICA

Come si catturano le scimmie

I cacciatori di scimmie hanno escogitato un me­todo geniale e infallibile per catturarle. Quando han­no scoperto la zona della foresta in cui più spesso si radunano, affondano nel terreno dei vasi con il collo lungo e stretto. Con molta attenzione coprono di ter­ra i vasi, lasciando libera solo l’apertura a pelo d’er­ba. Poi mettono nel vaso una manciata di riso e bac­che, di cui le scimmie sono molto ghiotte.
Quando i cacciatori si sono allontanati, le scim­mie ritornano. Curiose per natura, esaminano i vasi e, quando si accorgono delle ghiottonerie che con­tengono, infilano le mani dentro e abbrancano un grossa manata di cibo, la più grossa possibile. Ma il collo dei vasi è molto stretto. Una mano vuota vi scivola dentro, quando è piena non può assolutamente venire fuori. Allora le scimmie tirano, tirano.
È il momento che i cacciatori, nascosti nei paraggi, aspettano. Si precipitano sulle scimmie e le cattura­no facilmente. Perché esse si dibattono violentemente, ma non le sfiora neppure per un attimo il pensiero di aprire la mano e abbandonare ciò che stringono in pugno.

Quanta gente perde la vita per la paura di allentare i pugni con cui stringe ciò che crede indispensabile ed è inutile.
Eleganti e sorridenti, i cacciatori sono sempre in azione: nascondono le loro trappole sulle riviste pa­tinate, nei teleschermi e agli angoli delle strade. Na­sce così un popolo dai pugni perennemente chiusi e il cuore spento.

Tanti auguri, mamme!

Domenica è la festa della mamma. È’ un momento caro a tutti noi.

Ogni persona umana deve la vita a una madre, e quasi sempre deve a lei molto della propria esistenza successiva, della formazione umana e spirituale. La madre, però, pur essendo molto esaltata dal punto di vista simbolico, – tante poesie, tante cose belle che si dicono poeticamente della madre – viene poco ascoltata e poco aiutata nella vita quotidiana, poco considerata nel suo ruolo centrale nella società. Anzi, spesso si approfitta della disponibilità delle madri a sacrificarsi per i figli per “risparmiare” sulle spese sociali.

Accade che anche nella comunità cristiana la madre non sia sempre tenuta nel giusto conto, che sia poco ascoltata. Eppure, al centro della vita della Chiesa c’è la Madre di Gesù. Forse le madri, pronte a tanti sacrifici per i propri figli, e non di rado anche per quelli altrui, dovrebbero trovare più ascolto. Bisognerebbe comprendere di più la loro lotta quotidiana per essere efficienti al lavoro e attente e affettuose in famiglia; bisognerebbe capire meglio a che cosa esse aspirano per esprimere i frutti migliori e autentici della loro emancipazione” (Papa Francesco). Anch’io vorrei fare un minuscolo, ma sincero, tentativo di dire grazie alle mamme, per averci dato la vita, per averci fornito un’educazione, per averci trasmesso un mondo di valori, per averci avvolti di amore, per averci agganciato ad una storia vera, bella, grande, nobile, che è la nostra vita.

Grazie mamme, soprattutto, per avere un cuore grande, sempre accogliente, sempre attento a cogliere le nostre fatiche e le nostre speranze, le nostre gioie e i nostri dolori, i nostri entusiasmi e le nostre frustrazioni. Con i papà siete le radici della nostra vita, e senza radici nessun albero è in grado di vivere.

Proprio perché tutti siamo consapevoli e convinti della ricchezza di ogni cuore materno, la prima parola che tutti i neonati, in tutte le lingue, balbettano è proprio “mamma”. E l’ultima parola che tutti riusciamo ad emettere prima di affrontare la fatica di morire, è ancora “mamma”. La mamma ci prende per mano dal concepimento alla morte naturale. È lei che ci precede e ci accompagna, ci segue e ci sostiene tutti i giorni della vita. È ancora Lei che ci accoglie, Mamma celeste, come Madre della Chiesa dei viventi e dei defunti, quando varchiamo la soglia dell’eternità.

È per ogni mamma che ciascuno può dire, come S. Agostino al momento della morte della sua mamma Monica a 56 anni: “Signore, non ti chiedo perché me l’hai tolta, ti ringrazio perché me l’hai data”. Condividendo tale gratitudine di questo grande Dottore della Chiesa, voglio mandare un pensiero affettuoso ed un augurio caloroso a tutte le mamme. A quelle che hanno uno o più figli e a quelle che desiderano dare la vita ad una creatura. Alle mamme che pensano di sopprimere la loro creatura nel loro grembo e a quelle che faticano per averla in dono. Alle mamme che si sono trovate ad accogliere un figlio nella stagione del coronavirus e a quelle che hanno vissuto il dolore più lancinante che esista: il dramma della morte di uno dei propri figli. Alle mamme che devono fare i conti con una maternità difficile o problematica e a quelle che si trovano sole, senza più quella famiglia che hanno voluto, amato, ed edificato, con amore e sacrificio. Alle madri spirituali che educano e accompagnano all’età adulta della vita. Alla Chiesa Madre, perché sia sempre feconda, e generi continuamente nuovi figli nel Figlio Cristo Gesù. Ecco, ho voluto offrire questo omaggio a mia mamma e a tutte le mamme, con la stessa spontaneità di quando da bambino, a scuola, ci insegnavano la poesia per la festa della mamma, e tutti noi, orgogliosi, salivamo in piedi sulla sedia e la recitavamo sotto gli occhi di tutti, magari con qualche difetto di memoria, ma con tanto affetto nel cuore e negli occhi.

Tanti auguri, mamme! A chi è mamma da una vita, a chi lo è diventata da poco, a chi è in dolce attesa e a tutte quelle che lo saranno. Il nostro pensiero e il nostro ricordo vanno anche alle mamme che il Signore ha già chiamato a sé, e che dal Cielo continuano a camminare con noi e a guidare il cammino dei loro figli e delle loro famiglie.

Nel dire grazie a tutte le mamme, colonne portanti delle nostre famiglie, invochiamo su di loro la benedizione del Signore e la materna protezione di Maria.

don Claudio

Questa settimana parliamo di….

Grazie suor Paola

Suor Paola, così era conosciuta da tutti, anche se il suo vero nome era Caterina Felice.  Molti la conoscevano come suor Paola “dell’Asilo”, così la vogliamo ricordare. Ma non possiamo dimenticare il suo servizio prezioso, soprattutto come catechista, nella parrocchia Santi Pietro e Paolo Ap.

Prima Comunione – 7 maggio 2023

Nessuno escluso. Famiglie che aiutano famiglie

Nessuno escluso è un progetto di sostegno e di vicinanza rivolto alle famiglie dei giovani  italiani e stranieri presenti sul territorio di San Salvario.

Una proposta che concretizza, per la comunità di San Salvario, l’essere famiglia di famiglie.