#restoacasaconTE – 1° Puntata

Messaggio da don Claudio e le catechiste di San Salvario per le famiglie e tutti i bambini:

“Carissimi ,

sentiamo più che mai il bisogno di restare vicini anche nella distanza fisica, di comunicare e confermarci nella Speranza e  nella fede in questa faticosa, difficile  quotidianità.

Con don Claudio e  la diocesi abbiamo pensato a come continuare il discorso della catechesi a casa , in famiglia. Trovate allegato uno strumento  con diverse proposte, che potete utilizzare  con i vostri bambini e ragazzi, e che può lasciare un’eco buona anche in noi  adulti.   

Si compone di alcune parti:

  1. Le parole per nutrire la fede e qui trovate :
  2. ll testo del Vangelo,
    b. un testo di narrazione dialogata,
    c. il link di un video con il racconto per i ragazzi
    d. un breve commento, soprattutto per gli adulti, come accompagnamento di un tempo per stare sulla Parola di Dio
    e. il racconto attraverso un’opera d’arte con una pagina di commento all’immagine ed alcune domande-guida alla lettura dell’immagine
    f. alcuni disegni da colorare e guardare con i più piccoli

 

  1. I segni per nutrire la fedequi trovate :
  2. la proposta di preghiera con un salmo (vedi link) 
  3. il riferimento al sussidio proposto dall’Ufficio Liturgico diocesano
  4. l’invito ad allestire un angolo della preghiera

 

  1. Le relazioni per nutrire la fede in cui è inclusa :

L’indicazione di gesti da fare per la preghiera e per curare la fraternità”

 

Cliccando qua sotto troverete il materiale:

resto a casa con Te

 

 

Noi pensiamo sempre a voi

L’èquipe educativa di Don Bosco San Salvario non si dimentica di tutti i giovani che gli sono affidati. In questo momento di difficoltà continua a lavorare per farsi sentire vicina: tutti i salesiani e gli educatori si stanno sperimentando per abbattere insieme i nuovi muri della paura, della solitudine e della distanza che l’emergenza vuole costruire. Da dove partire?

Don Bosco quando era a Roma, lontano dai suoi giovani, scrisse loro: “Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo, vicino o lontano io penso sempre a voi. Un solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità. Questo pensiero, questo desiderio, mi risolsero a scrivervi questa lettera.”

Mossi da questo abbraccio di penna… il lavoro continua e si trasforma ogni giorno!

Torneo: #auxiliumiomiallenoacasa

Questa Quarantena sembra non finire più e gli allenamenti mancano, così come i nostri compagni di squadra…come facciamo a stare più insieme alla nostra squadra?

L’Auxilium San Luigi lancia un torneo:

 

 

 

La Squadra Juniores a 11 ha sperimentato questa sfida.

 

Come manteresi in forma? L' Auxilium San Luigi resta a casa ma non si ferma!

Publiée par Santi Pietro e Paolo – Torino sur Lundi 23 mars 2020

#iorestoacasamarimangoconnesso

Nonostante questo momento di difficoltà e isolamento, gli animatori degli oratori di San Salvario non si sono fermati. Giovedì 12 marzo sarebbe dovuto iniziare il corso animatori, gestito dalle educatrici Alessia e Giulia, in collaborazione con don Mario e i chierici Paolo e Giovanni, ma naturalmente la convocazione è stata annullata…ma solo quella di persona! Infatti si è deciso di far partire lo stesso il corso, ma in maniera virtuale: le educatrici hanno creato il gruppo “animatori San Salvario 2020” e alle 20,30, ora in cui si sarebbero dovute trovare in oratorio con i ragazzi, hanno mandato alcuni video preparati da loro con istruzioni e idee su come prepararsi per la ormai prossima estate. Ogni settimana le educatrici assegneranno un compito legato alla preparazione dell’estate ragazzi agli animatori divisi in piccoli gruppi e si confronteranno insieme a loro in videochiamata per avere un rimando di quanto svolto di giovedì in giovedì. I ragazzi hanno risposto bene alla convocazione presentandosi tutti su WhatsApp alle 20.30 come concordato ed esprimendo felicità nel potersi rivedere e nel rivedere le educatrici anche se in forma virtuale. Si tratta di una bella iniziativa per rimanere vicini ai nostri ragazzi e aiutarli a crescere a distanza!
#iorestoacasamarimangoconnesso
#loratorionononsiferma

Convegno Ex-Allievi – Avviso

Avvisiamo che la data del Convegno Ex-Allievi 2020 potrebbe essere modificata a causa degli ulteriori provvedimenti per l’emergenza Coronavirus.

Nelle prossime settimane daremo ulteriori informazioni in merito.

Notizie dalle Parrocchie: se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena

 

Nell’estate del 1854 a Torino scoppia il colera. Don Bosco l’aveva preannunziato, e già dal mese di maggio aveva detto ai suoi giovani: «Quest’anno ci sarà il colera a Torino, e vi farà grande strage; ma se voi farete ciò che vi dico, sarete salvi».

«E che cosa dobbiamo fare?».

«Prima di tutto, vivere in grazia di Dio; poi, portare al collo una medaglia che io benedirò e darò a tutti, e recitare un Pater, Ave e Gloria in onore di S. Luigi».

I casi di colera salirono ben presto a cinquanta al giorno. In tre giorni superarono i 1400. La regione più colpita fu quella di Valdocco, dove si trovava appunto l’Oratorio; e mentre molte famiglie furono interamente distrutte, nesuno dei giovani e del personale dell’Oratorio fu toccato, nonostante molti si fossero offerti di andare ad assistere i colerosi nelle case e nei lazzaretti.

Don Bosco, che loro andava ripetendo: «Se non farete peccati, io vi assicuro che nessuno sarà toccato», fu veramente profeta”.

Prendendo spunto da questo episodio della vita di don Bosco il Rettor Maggiore (il superiore generale dei salesiani, appena rieletto) invita tutta la famiglia salesiana a non restare seduta, ma ad alzare le nostre mani e la nostra preghiera al Padre per intercessione di Maria Ausiliatrice. Per questo propone di vivere insieme una Novena Straordinaria a Maria Ausiliatrice dal 15 al 23 marzo e insieme concluderla il 24 (giorno dedicato all’Ausiliatrice) con una Consacrazione a Maria, nostra Madre e Maestra.

Accolgo l’invito e lo inoltro a tutti voi cari parrocchiani. Don Bosco, che fu di casa in questi luoghi e strade, quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere: “Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena”. Seguiamo il suo esempio. In questi giorni in cui viviamo l’emergenza della situazione creatasi con la diffusione del Coronavirus in gran parte del mondo, anche noi vogliamo unirci a questa preghiera corale, affinché dove non possono le nostre forze umane agisca la potenza di Dio.

Il testo della novena è disponibile all’interno della chiesa.

 

don Claudio

 

 

 

Notizie dalle Parrocchie: al centro la preghiera

 

Sono giorni particolari questi in cui il “Coronavirus” non solo è motivo di preoccupazione ma ci ha fatti scoprire non onnipotenti, bensì vulnerabili, fragili, deboli. Giorni in cui le disposizioni del governo per il contrasto alla diffusione del virus, a cui la Chiesa si è allineata pienamente, ci limitano molto nel nostro agire e fare e soprattutto ci obbligano a rimanere molto di più in casa e in famiglia.
Ci sentiamo impotenti, ma in realtà come cristiani non lo siamo, abbiamo un’arma potente, si chiama preghiera. “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Luca, 11.9-10), dice il Signore, ed è dunque un atto di fede che ci chiede, al quale noi come suoi discepoli ci appelliamo particolarmente in questo momento di grave sofferenza e difficoltà.
Da qui l’invito. In questi giorni non nutriamoci solo di notizie, di paure, ma nutriamoci di preghiera, e questa che fa rinascere speranza, alimenta la carità.
In questi giorni in cui sarà necessario rimanere di più in famiglia, anche per la presenza in casa dei figli per la chiusura delle scuole, per il non potersi muovere liberamente degli anziani, perché i più deboli di fronte al contagio, si dia più spazio alla lettura della Parola di Dio e alla preghiera, e fatelo insieme, come famiglia, non solo personalmente. Preghiamo con il Vangelo, come parola certa che può infondere speranza e forza. Preghiamo con la corona del Rosario, affidandoci all’intercessione e all’aiuto di Maria, madre di Dio e madre nostra. Riscopriamo anche quelle invocazioni semplici, che una volta chiamavamo giaculatorie.

 

don Claudio