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La Voce e il Tempo: l’Oratorio San Luigi aiuta la rinascita di Ousmhan

Il settimanale La Voce e il Tempo, a firma del giornalista Stefano di Lullo, ha raccontato la storia di Ousman. Giovane proveniente dal Gambia con il progetto nazionale “M’interesso di te”, dopo l’incontro con educatori dell’Educativa di strada dell’Oratorio San Luigi ha potuto rigenerare la propria vita e non far più parte dei tanti giovani minori stranieri definiti “invisibili”.

 

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Casa Alpina di Solomiac, luogo di formazione per tanti ragazzi

A 4 km dal comune di Cesana Torinese si trova la frazione di Solomiac. Qui nel 1957 il parroco don Sebastiano Bonifetto acquistò una casa e diversi appezzamenti di terreno boschivo che si trovano tra i comuni montani di Oulx e Cesana. Nel 1998 la casa diventa proprietà della Parrocchia Santi Pietro e Paolo su interessamento e richiesta dell’allora parroco don Piero Gallo presso la Diocesi di Torino che autorizzò a prendere questo lascito fatto dal parroco precedente. Ancora oggi la casa viene utilizzata dalla Parrocchia per attività di formazione come spiega l’attuale parroco don Mauro Mergola:

Questa casa è destinata ad attività di formazione di educazione e di culto per i ragazzi della Parrocchia, soprattutto ogni anno nel periodo estivo si propongono dei campi di formazione per le varie fasce di età. Così anche ogni anno, dal momento in cui il tempo è favorevole si offrono dei week-end di formazione secondo la tipologia di ragazzi che la nostra Parrocchia incontra, dai cresimandi, ai ragazzi delle Medie, ai gruppi di animatori.

 

Fotogallery

parrocchia santi pietro e paolo

 

 

 

 

 

Serata di festa all’Oratorio per i Santi Pietro e Paolo Apostoli

I ragazzi, gli animatori e i genitori che partecipano a Estate Ragazzi si sono ritrovati la sera di giovedì 28 giugno nel cortile dell’Oratorio di via Giacosa 8 per festeggiare i Santi Pietro e Paolo Apostoli, patroni della Parrocchia e dell’Oratorio. I ragazzi e gli animatori hanno presentato il risultato dei lavori svolti durante le scorse settimane nei tanti laboratori: musica, danza, teatro, illusionismo, canto, multimedia. Nella medesima serata gli animatori con un balletto hanno presentato a tutti l’inno dell’Estate Ragazzi. La serata si è conclusa guardano le fotografie delle passate settimane di Estate Ragazzi proiettate sul grande schermo e mangiando un pezzo di anguria offerto a tutti. Alla serata era anche presente l’incaricato dell’Oratorio, il salesiano don Mauro Mergola, il quale ha detto:

Ringraziamo questa sera tutti gli animatori che hanno organizzato l’Estate Ragazzi di queste prime tre settimane. A tutti ricordiamo che questa festa è dedicata ai santi Pietro e Paolo Apostoli. Pietro: significa essere pietre. Ogni ragazzo, ogni famiglia della nostra Parrocchia è invitata ad essere pietra viva che costruisce la comunità, quindi dare il proprio contributo per il bene di tutti. Paolo: significa piccolo. Chi si fa piccolo e riconosce la centralità di Dio come ha fatto Paolo diventa grande, chi non si fa piccolo e pensa di essere grande non vale nulla agli occhi di Dio. Noi siamo un po’ come lo zero, Dio è come l’uno, se l’uno sta davanti allo zero, lo zero acquista valore se l’uno non viene considerato o è posto dopo lo zero, non ha nessun valore. Paolo è diventato grande perché ha messo davanti a se il Signore così anche noi siamo chiamati ad essere grandi, alla sua scuola se mettiamo al centro della nostra vita il Signore Gesù.

 

Ecco la photogallery della serata

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Le gallery di EG settimana per settimana

Una selezione delle foto e dei video di Estate Giovani 2018 – pagina in continuo aggiornamento

2° settimana foto

 

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1° settimana foto

 

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Il 23 Giugno in Croazia il salesiano Mario Bobić è stato ordinato sacerdote

Sabato 23 giugno, nella Cattedrale di San Vito, a Fiume, in Croazia, Mario Bobic35 anni, croato, laurea ingegneria meccanica,  già diacono della congregazione salesiana, è stato ordinato sacerdote, da mons. Ivane Devčić, arcivescovo di Fiume, insieme ad altri 3 salesiani. A Torino Mario ha trascorso gli ultimi 2 anni di formazione, in preparazione all’ordinazione compiendo gli studi teologici alla Università Pontificia Salesiana – Crocetta previsti dal percorso formativo salesiano. Nella comunità salesiana dell’Istituto San Giovanni Evangelista ha svolto le sue attività in quasi tutti i settori dell’Opera: alla Parrocchia Santi Pietro e Paolo,  alla Movida Spirituale in Largo Saluzzo, alla Parrocchia Sacro Cuore di Maria, agli oratori di San Luigi e Santi Pietro e Paolo e anche al Collegio Universitario.

Racconta don Mario Bobic:

La molla che mi ha portato a conoscere più da vicino il mondo salesiano è stata l’esperienza di dolore che ha vissuto un mio compagno delle superiori che durante la guerra ha perso il papà, per aiutare i fratellini più piccoli ha dovuto lasciare la scuola ed è andato a lavorare.
E lì mi sono posto questa domanda:  “com’è possibile che un ragazzo a cui Dio ha dato certi doni, che ha un talento, non può usarlo, svilupparlo?”. Adesso lavora, è sposato, ha due figli, ma in quel momento è stata dura per lui perdere il padre, interrompere gli studi per andare a lavorare. Dopo ho incontrato nella mia vita i salesiani: ad un direttore della casa salesiana ho chiesto una volta: “ma perché esiste l’ordine dei salesiani?” E lui: “i salesiani esistono nel mondo per dare la possibilità a tutti di rispondere al progetto di Dio”. Ecco, per questo mi sono fatto salesiano.
Vai alla testimonianza di Mario Bobic

 

 

 

 

Matteo Salvini e il caso Aquarius: ecco come rispondono i giovani della Movida di San Salvario

Nei giorni scorsi la nostra redazione ha intervistato alcuni giovani della Movida di Largo Saluzzo a Torino sulla decisione del ministro dell’Interno Matteo Salvini di chiudere tutti i porti italiani alla nave Aquarius, con a bordo 629 migranti salvati a largo della Libia, e sulle nuove misure ventilate dal Ministero dell’Interno circa la chiusura dei porti italiani ai migranti in arrivo con l’estate sulle coste nazionali. Ecco i loro interventi:

VISITA IL CANALE DONBOSCOSANSALVARIO

 

Cinquanta bambini per la prima volta in vacanza al mare grazie ai Salesiani e a Specchio dei Tempi: tra questi anche i minori del San Luigi di Torino

È partito il bus dal parcheggio davanti alla Basilica di Maria Ausiliatrice in Torino che porterà 50 bambini che non hanno mai visto il mare nella casa salesiana di Vallacrosia vicino ad Imperia. Una settimana di vacanza in spiaggia per questi bambini tra gli 8 e i 13 anni, e tra questi anche Milena e Noemi dell’Oratorio Salesiano San Luigi.

LA STAMPA, edizione del 26 Giugno 2018. Articolo a cura di Lucia CARETTI

Sul bus dei bambini che vedono il mare per la prima volta

La Fondazione Specchio dei Tempi ha organizzato con i Salesiani una vacanza per cinquanta bimbi: “Al rientro a scuola anche loro avranno qualcosa da raccontare”

Milena ha cominciato a preparare la valigia giovedì scorso. Non vedeva l’ora di partire e ieri ha salutato mamma Anita sapendo che le mancherà: «Ciao, ti lascio per sette giorni». Primo viaggio senza genitori, un po’ di nostalgia, divertirsi e diventare grandi. «Bellissimo – si commuove Anita – i bambini imparano a essere responsabili e a stare insieme». Milena arriva dal Perù, Mohamed e Youssef dall’Egitto, Noemi è figlia di una signora italiana che dice solo quattro parole e il resto con gli occhi: «Siamo in difficoltà. Grazie».

Piazza Maria Ausiliatrice. Comincia davanti alla basilica di Don Bosco l’avventura di «Bambini mai in vacanza», un progetto interamente sostenuto dalla fondazione «Specchio dei tempi» e realizzato insieme ai salesiani, che accoglieranno 50 ragazzi dagli 8 ai 13 anni nella loro casa di Vallecrosia, in provincia di Imperia. Giochi, nuotate, pulizie a turno, tappe a Ventimiglia e al parco acquatico delle Caravelle. Una settimana in spiaggia per i piccoli che non hanno mai visto il mare. O non se lo ricordano più.

 

 

La testimonianza: N. e il suo Spazio Anch’io alla ricerca di un impiego

Cosa vuol dire Don Bosco in San Salvario? Ecco la testimonianza di N., 22 anni, di origine egiziana, che grazie a Spazio Anch’io, progetto inserito all’interno delle attività dell’Educativa di Strada dell’Oratorio San Luigi, sta ricevendo un sostegno medico e psicologico, oltre che un orientamento al lavoro e alla formazione che la porti alla ricerca di un solido impiego, come racconta la giovane:

Ciao, Sono N., ho 20 anni e sono egiziana. Sono arrivata in Italia quando ero piccola insieme ai miei due fratelli e ai miei genitori. I miei genitori sono tornati entrambi in Egitto, io e i miei fratelli siamo stati inseriti in una comunità che poi ho lasciato quando sono diventata maggiorenne. Successivamente sono riuscita ad ottenere un’abitazione tramite un progetto ma alla fine ne sono rimasta esclusa perché mi incontravo con il mio ragazzo la sera, violando il regolamento della comunità. Così ho deciso di andare a vivere con lui in una casa che riuscivo a pagare facendo diversi lavori, soprattutto come cameriera. Tuttavia riesco a tenermi un lavoro solo per pochi mesi perché ho problemi di dipendenza, quindi spesso non mi presento nei giorni a lavoro.

Da circa un mese non ho più un lavoro e non riesco a trovarne un altro, a differenza del mio ragazzo che nell’ultimo periodo ne ha trovato uno. Ora è lui che mi mantiene economicamente occupandosi di tutte le spese della casa. In questa nuova situazione sono diventata un po’ succube di lui, non posso più fare ciò che voglio con la stessa libertà di prima, venendo sempre ricattata implicitamente per via del fatto che non posso contribuire alle spese. Qualche giorno fa ho deciso di incontrarmi con mia sorella e portare una canna per fumarla insieme a lei, quando l’ha saputo, si è arrabbiato molto dicendo che è lui che paga le canne e in uno raptus d’ira mi ha picchiata. Per ora ho trovato una sistemazione da un’amica che vive con il ragazzo e nel frattempo vengo seguita dagli educatori di Spazio Anch’io, una seconda casa per me.

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La testimonianza: A. e il suo Spazio Anch’io dal Parco del Valentino alla cucina

Cosa vuol dire Don Bosco in San Salvario? Ecco la testimonianza di A., 22 anni, originario del Marocco, che grazie a Spazio Anch’io, progetto inserito all’interno delle attività dell’Educativa di Strada dell’Oratorio San Luigi, sta ricevendo un sostegno legale, un orientamento al lavoro e alla formazione che gli ha permesso di lavorare come cuoco in un ristorante, come racconta lo stesso:

Mi chiamo A., sono nato in Marocco, sono arrivato qui in Italia con mia madre quando ero piccolo. Ho frequentato le scuole in Italia fino ad arrivare al 4° anno delle superiori. Durante quest’ultimo anno ho avuto dei problemi di salute che mi hanno costretto a lasciare la scuola. Sono però riuscito, tramite percorsi di sostegno e supporto, e anche grazie al San Luigi, a inserirmi in percorsi formativi sulla ristorazione che mi hanno permesso di lavorare come cuoco in un ristorante.

Negli ultimi tempi la mia condizione di salute è migliorata, nonostante prenda ancora determinati farmaci. Ho ripreso, negli ultimi mesi, in modo costante, le attività del San Luigi dove mi sto ricevendo sostegno per la formazione e per il lavoro. Tra poco comincerò il volontario nel progetto “M’interesso di te”, in bassa soglia, e avrò anche la possibilità di svolgere l’attività di mappatura del territorio  andando in giro per San Salvario e spargendo la voce sul progetto. Ho dato la mia disponibilità al mattino il lunedì e il mercoledì.  Sono molto fiducioso riguardo a questo progetto perché personalmente potrebbe aiutarmi anche a crescere e sentirmi utile per qualcuno.

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La testimonianza: Yassin e il suo Spazio Anch’io: “Un’opportunità per il futuro”

Cosa vuol dire Don Bosco in San Salvario? Ecco la testimonianza di Yassin, 22 anni, originario del Marocco, che grazie al progetto Di.Te sta ricevendo un sostegno legale, un orientamento al lavoro e alla formazione e un corso di lingua italiana per migliorare la conoscenza della lingua, come racconta lo stesso:

Ciao, mi chiamo Yassin e sono nato in Marocco precisamente ad Imi-N’fast. Ho 22 anni e sono arrivato in Italia quando ero minorenne per ricongiungermi con la mia famiglia. Per poco tempo ho vissuto a Vercelli e sono stato iscritto a scuola per prendere la terza media, percorso che purtroppo non sono riuscito a terminare perché la mia famiglia ha deciso di trasferirsi in Francia. All’inizio è stato un po’ difficile per me visti i continui cambiamenti in poco tempo (dal Marocco in Italia, dall’Italia alla Francia). Poi una volta maggiorenne la mia famiglia ha deciso di tornare in Marocco e io mi sono ritrovato da solo a vivere lì ma, anche se con un po’ di difficoltà, sono riuscito a trovare un lavoro in un supermercato.

All’inizio del 2018 ho deciso di tornare in Italia sia per rinnovare la Carta di Soggiorno ottenuta da minorenne, sia per sistemarmi definitivamente a Torino dove ho alcuni vecchi amici, sia perché mi ricordavo della possibilità di avere un sostegno da alcuni operatori incontrati quando ero minorenne al Parco del Valentino. La mia intenzione è quella di continuare e portare a termine gli studi e trovare un lavoro regolare per poter costruire la mia vita in autonomia.

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