Domenica insieme al Valentino

Domenica 31 marzo presso lo SPAZIO ANCH’IO al parco del Valentino è stata un pomeriggio di festa e una bella occasione per passare un bel pomeriggio di primavera insieme. Una quarantina di ragazzi e bambini hanno partecipato ai tornei di calcio under a 3 per la fascia delle elementari, calcio senior a 5 per medie e superiori, ping-pong e biliardino senza limiti di età. Per i più piccoli è stato allestito uno spazio dove poter dare largo alla fantasia con disegni, colori e piccoli lavoretti e anche un momento dedicato alle danze. Per un torneo con i fiocchi non potevano mancare premi per i primi per i vincitori e una buona merenda tutti insieme.

È stata una bella occasione per trascorrere un pomeriggio in semplicità e compagnia e far conoscere sempre di più questa realtà e coinvolgere anche nuove famiglie, bambini e ragazzi ricordando che è uno spazio pensato per tutti. Il prossimo appuntamento è per domenica 14 aprile sempre allo Spazio anch’io con giochi, merenda e premi. Una nuova opportunità per passare un pomeriggio insieme.
Vi aspettiamo!

Domenica insieme al parco del Valentino con Spazio anch’io

Domenica 31 marzo 2019 si svolgerà la “Domenica insieme al Valentinodalle 15:00 alle 17:30 a Spazio anch’io. Evento organizzato dall’Oratorio san Luigi.
La giornata inizierà con un torneo di calcio alle 15:00 (gratuito), per il quale è chiesto di inscriversi la dominca stessa alle 14:30 presso Spazio anch’io (oppure passare durante la settimana a iscriversi presso gli educatori), per i genitori e figli ci sarà anche il torneo di calcio balilla e il ping pong. La giornata finirà verso le ore 17:30 con la merenda per tutti.

Ci sarà Attività, giochi e animazione per genitori e figli che non partecipano al torneo.

Venite numerosi !

Scarica qui l’invito

 

 

Don Bosco San Salvario – Educativa di Strada

Si è svolto nella giornata di mercoledi 13 marzo il primo incontro di Educativa di Strada presso l’Istituto Magistrale Regina Margherita. Queste le principali attività svolte:

  • Mettersi in discussione ed approfondire le conoscenze con i giovani dell’Istituto;
  • Lavorare sulla raccolta corretta delle informazioni e fornire strumenti adeguati per riflettere sul divertimento e sulle dipendenze, a partire da San Salvario.

Movida Spirituale: Per chi vivo?

“È bene ricevere un bagno di popolo. Condividere la vita della gente e imparare a scoprire quali sono i suoi interessi e le sue ricerche, quali sono i suoi aneliti e le sue ferite più profonde; e di che cosa ha bisogno da noi. Ciò è fondamentale per non cadere nella sterilità di dare risposte a domande che nessuno si fa”
Papa Francesco 

L’appuntamento della Movida Spirituale in largo Saluzzo permette ai salesiani e ai giovani del territorio di ricevere – come dice papa Francesco- un mare di bene da un bagno di folla.
Questa condivisione di vita con i giovani della notte aiuta a scoprire i loro interessi, le loro passioni, le loro preoccupazioni e le domande più grandi che portano nel cuore. E’ una bella e semplice occasione per farsi vicini e per risvegliare in loro il senso di Dio e le domande fondamentali della vita.

Ecco perché Venerdì 1 marzo 2019, dalle 21.30 alle 24.00, presso la chiesa santi Pietro e Paolo in via Saluzzo 25/bis, si terrà l’appuntamento della Movida Spirituale dal tema “Per chi vivo? Amore e senso della vita”.
All’interno della chiesa ci sarà la possibilità di vivere un momento di adorazione eucaristica e di fermarsi qualche minuto in preghiera aiutati dal canto. Nel sagrato ci si potrà sfidare a calcio balilla, bere del tè caldo e cantare insieme canzoni del repertorio giovanile sul tema proposto. Il tutto sarà organizzato dalla comunità salesiana del san Giovannino, dalla parrocchia Santi Pietro e Paolo con la collaborazione dei novizi salesiani di Monte Oliveto – Pinerolo e degli studenti di teologia della Crocetta.

Vi aspettiamo!!!

Alternanza scuola lavoro al San Luigi: È possibile imparare insegnando?

A fine novembre 2018 è partito un corso di italiano gestito da un gruppo di ragazzi del liceo scientifico statale “Galileo Ferraris” di Torino, sotto la forma del progetto “alternanza scuola-lavoro”.

Il progetto prevede che i giovani del liceo si mettano a disposizione al fine di insegnare attraverso dialoghi, giochi ed altre attività la lingua italiana a dei ragazzi che frequentano l’oratorio San Luigi di Torino, oratorio voluto e fondato da Don Bosco nel 1847.

Spesso i ragazzi che hanno bisogno di imparare la lingua italiana provengano da altre nazioni. Gli “allievi” di questa curiosa classe sono per lo più giovani ospiti di un centro d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati con sede in una delle aree dell’oratorio San Luigi e alcuni ragazzi che vivono il progetto educativa di strada attraverso Spazio Anch’Io che si trova all’interno del parco Valentino di Torino.

Molto belle sono le parole usate da alcuni dei ragazzi del liceo che conducono questo progetto:                                                                            

“È possibile imparare insegnando?

Assolutamente sì! Questa esperienza ne offre la prova.

Si tratta di uno scambio: io offro possibilità di esprimersi e di realizzarsi in maniera migliore; allo stesso tempo ricevo il potere di capire e un ripasso sull’empatia. 

I ruoli delle due parti sono assolutamente intercambiabili, non si è insegnanti e non si è allievi, ma si è persone desiderose di progredire nella propria vita.

L’espressione “alternanza scuola-lavoro” viene spesso associata, e ahimè non senza motivo, a inutilità e perdita di tempo. L’esperienza con i ragazzi salva l’alternanza dalla condanna, poiché di inutilità e perdita di tempo proprio non si può parlare. Il mio ovvio consiglio è quindi, di buttarsi in questo percorso di scambio di nozioni, idee e pensieri, per riuscire a capire e riflettere in modo migliore.”

“All’inizio pensavo di poter essere utile a qualcuno, di poter utilizzare ciò che avevo imparato in anni di studio per aiutare chi ne avesse avuto bisogno, imparando una lingua difficile come la nostra.

Ma ciò che facciamo non è semplicemente insegnare le regole di grammatica come maestri o professori, ma instaurare un rapporto tra noi e i ragazzi che abbiamo la fortuna di conoscere.

Così ci troviamo difronte a persone ben disposte, ottimiste e con tanta voglia di imparare quello che sta a fondamento del nostro paese: l’italiano. Nel frattempo, possiamo conoscere qualcosa in più riguardo a culture molto lontane dalla nostra, raccontate da ragazzi che in quel paese hanno vissuto per anni.”                                                            

Certamente è una grande risorsa ed opportunità per i ragazzi che beneficiano del prezioso lavoro dei loro compagni liceali:

“Per me è utile venire qui perché mi preparo all’esame di terza media assieme ai miei amici.

Ho scoperto che potevo venire a questo corso il venerdì pomeriggio perché me lo ha detto il mio professore.

Vengo qui da poco e mi trovo bene.”

“Mi trovo bene perché mi diverto è utile ed è una grande opportunità.” Con poche ma semplici parole ci dice Muslum arrivato da poco in Italia dopo un lungo e duro viaggio dall’Iraq.

Il progetto prevede che siano i giovani che si occupino dei giovani stessi, così come voleva Don Bosco.

La festa di don Bosco al San Giovannino-San Luigi

“Giovannino Bosco aveva per compagno di pascolo un certo Secondo Matta, garzone di una fattoria vicina. Questi di solito riceveva per la colazione un pezzo di pane nero mentre Giovannino riceveva da mamma Margherita una bella fetta di pane bianco. Spesso Giovannino diceva a Secondo: – Mi fai un piacere? – Volentieri. – Facciamo cambio del pane? – Perché? – Il tuo dev’essere più gustoso del mio, o almeno, mi piace di più. Secondo, nella sua semplicità, pensando che Giovannino tro­vasse il suo pane realmente più gustoso, accettava subito. Così continuò per tre primavere consecutive, quan­tunque il pane nero e duro di Secondo non fosse davvero una ghiottoneria. Solo quando fu adulto Secondo Matta si rese conto della bontà di Giovannino Bosco.”

Con queste parole iniziava l’omelia di don Enrico Stasi durante la santa Messa da lui presieduta nella chiesa del San Giovannino domenica 3 febbraio, giorno scelto per festeggiare Don Bosco nella nostra casa. Il ricordo andava a quando, negli anni Settanta, don Enrico frequentava l’oratorio San Luigi e ricevuto un libretto contenente la storia di Don Bosco, si appassionava del nostro santo amico dei giovani. Chiesa stracolma per vivere tutti insieme un giorno importante, un giorno di festa, un giorno di gioia in fraternità. Dopo l’eucarestia tutti in cortile dell’istituto (oggi collegio universitario, un tempo scuola elementare e media) per una indimenticabile foto di gruppo con lo sfondo la chiesa che proprio don Bosco fece costruire nel lontano 1882. Il cortile si animava subito di canti, di balli, di esibizioni, di poesie recitate come piaceva a chi, nel 1847 fondava il nostro oratorio San Luigi. Gli ex-allievi erano presenti con un cartellone di ricordi: tante le foto che ritraevano come eravamo e … come siamo cambiati. Poi l’Auxilium san Luigi con i ragazzi del calcio, il gruppo del catechismo, gli animatori dell’oratorio, l’educativa di strada, gli universitari, il gruppo che segue i corsi professionali, il gruppo anziani e la comunità minori si sono resi protagonisti animando il cortile ciascuno con un proprio stand. Alle 13 tutti a pranzo in oratorio san Luigi: lasagne, carne patatine e tiramisù su hanno tenuto tutti con le gambe sotto i tavoli per un bel momento conviviale. Nel pomeriggio tornei sportivi per i più piccoli e film con tematica educativa per i più grandi. Titolo: “Come diventare grandi nonostante i genitori”, film molto apprezzato sulla tematica della crescita dei nostri ragazzi tra i tanti ostacoli da superare. Insomma una domenica ricca di eventi, ma soprattutto di incontri. Come voleva Don Bosco per vederci felici “nel tempo e nell’eternità” come amava spesso dire lui. Bravi tutti!

Movida Spirituale: intervista di Avvenire a don Mauro Mergola

«È sbagliato catalogare i ragazzi, trattarli come oggetti e non provare neppure ad ascoltarli. Tutto nasce dall’incontro e dal dialogo». Don Mauro Mergola, salesiano, da sempre è vicino ai giovani torinesi, anche quelli dello sballo. A San Salvario, nel quartiere al centro della movida cittadina, guida la parrocchia Santi Pietro e Paolo, ma anche l’oratorio omonimo e il San Luigi (il secondo fondato da don Bosco). Ogni settimana incontra centinaia di ragazzi. «Spesso manifestano una forte rabbia, che in realtà nasce da un grande dolore. una sofferenza provata dagli affetti traditi, soprattutto in famiglia, oppure dall’insicurezza e dall’assenza di senso in ciò che fanno. Pensano che il loro futuro sia stato già mangiato e consumato da altri. La realtà della notte è una realtà parallela dove si possono sentire vivi, perché durante la settimana, nella vita quotidiana, semplicemente sopravvivono e stanno a galla».
Lo sballo e la droga diventano un rifugio in cui nascondersi: «La cannabis viene ormai utilizzata con enorme frequenza,  per fuggire la realtà o per rincuorarsi prima di qualsiasi prestazione. C’è poca stima di se stessi e una terribile paura pensando al futuro. Con lo sballo si evita di pensare, mentre il divertimento sano dovrebbe ricaricarci per affrontare la vita con energia e non distruggerci».
La responsabilità, secondo don Mergola, non può essere completamente addossata ai giovani. Il mondo degli adulti sta abdicando al suo ruolo di educatore, alla capacità di dire dei “no” e dare regole, forse perché ne è ormai incapace: «C’è un alto tasso di crisi di panico e di ansia, sia nei genitori sia nei figli. Paura di affrontare qualsiasi situazione complicata, incapacità di gestire conflitti con le altre persone. Si pensa solo ad andare via o si cade nella violenza, fisica o verbale. È normale che a 15 anni ci siano conflitti con la famiglia, ma non c’è più il tempo, la voglia e la capacità di provare a superarli insieme».
Nell’ottica del consumo finisce anche la sessualità, con adolescenti che si vantano del numero di partner occasionali. Per provare a rispondere a questa “assenza di senso”, dal marzo 2013 don Mergola ogni sabato notte lascia la chiesa aperta fino a tardi, con le porte spalancate per chiunque abbia bisogno di ascolto. «Sul sagrato – conclude – teniamo i calciobalilla, proprio come avrebbe fatto don Bosco. Noi non vogliamo etichettare i giovani e, se i locali notturni li accolgono per i loro portafogli, noi lo facciamo perché sono persone. Si diventa credibili solo stando con loro, ascoltandoli, rispondendo alle domande che fanno».

Articolo di Danilo Poggio tratto da Avvenire 30 gennaio 2019

Giovani progetto Bella Presenza alla scoperta del borgo medioevale

Progetto Bella Presenza: metti un borgo medievale a Torino, metti che chi lo gestisce decida di collaborare con il territorio e per il diritto di tutti ad usufruire della bellezza che la cultura genera. Ed ecco che nasce Bellezza che significa attenzione all’altro.

 

 

Facce da Spazio Anch’io

Le Facce da SpazioAnchio, anche noi con la Loro Storia, dalla fineDelMondo verso il Futuro. Ogni volto ritrae una voce, una storia, una vita.

Voci di ricordi, giorni da balordi
Persi nella noia di un’estate al bar
Voci all’oratorio, voci in bocca ai preti
E a suore un po’ più audaci di quelle dei presepi
Voci che non sento più
Voci che sai solo tu
Manca la tua voce, sai

 

 

 

 

Quartiere San Salvario e Parrocchia Santi Pietro e Paolo: luogo della Movida serale

Il servizio del TGR-Piemonte del 11 dicembre 2018 spiega le cose che succedono nel quartiere di San Salvario e nella Parrocchia Santi Pietro e Paolo alla sera quando non c’è la movida.